Quell'altro. Cagiati?.. Il chincagliere?... Voilà! (le indica un negozio un po' più innanzi).

Emma. Grazie! (e voltandogli le spalle si avvia in fretta e in furia verso il negozio indicatole).

Quell'altro (correndole dietro) È facilissimo confondersi, quando si è forestieri; perchè io scommetto che la signora non è di Roma.

Emma, senza rispondere, entra da Cagiati; il vecchiotto si ferma fuori in osservazione, e così, cogli altri due che arrivano... sono in tre!

La fierezza della giovane signora si rivolta ad una tale persecuzione; essa si sente sdegnata, ma in un attimo ritrova tutta la sua padronanza, la sua calma signorile.

Emma (a uno dei commessi del negozio, dopo aver scelto e preso il servizio per il the). Mi faccia il favore di chiamarmi una carrozza e dica al cocchiere di condurmi in via Condotti alla farmacia Inglese.

Emma attraversa in un lampo il marciapiede e salta nella carruzzella, mentre i due «stupidi» da lontano rimangono con un palmo di naso, e quell'altro, il tondo pancione, le fa una profonda scappellata.

Giunta alla farmacia Inglese, ordina al cocchiere di aspettare, scende, entra di volo nella bottega e ancora tutta ansante comincia le sue ordinazioni: sei scatole di sapone, dodici boccettine di estratto, sei bottiglie di acqua per toilette, sei scatole di cipria e ancora e ancora — anche colla fretta ci prende gusto! tutto ciò che può avere à la peau d'Espagne.

Mentre il commesso gira per il negozio colla lunga nota delle ordinazioni per preparare il pacco, Emma, sempre un po' in orgasmo, lancia occhiate sospettose fuori dai cristalli della bottega.

Emma (dopo aver battuto col piedino per terra nervosamente, irritata dalla flemma del farmacista) Può far presto, non è vero?