— Non sono venuto? Eccomi.

— Adesso! Così tardi!

— Spero, almeno, che avrai avuto abbastanza giudizio per far colazione.

Emma è in collera; risponde appena con una alzata di spalle.

Giordano. Io non ho potuto esimermi. Ho dovuto, per forza, far colazione da Doney coll'onorevole Cogoleto: mi ha invitato: ha molto insistito. (Rivolgendosi a sua moglie, la testa alta, sporgendo il petto, coll'autorevole maestà dell'uomo d'ordine e di consiglio) Tu, cara, devi abituarti a non aspettarmi, quando vedi che si fa troppo tardi.

Emma. Impossibile.

— Come impossibile? Questa è una parola, per esempio, che io non voglio mai sentire. Per me, a questo mondo, non c'è mai stato nulla d'impossibile.

Emma (ostinandosi) Impossibile! Impossibilissimo.

Giordano (colla voce leggermente alterata) Ti prego: bisogna abituarsi a riflettere. Non sono libero! Ho i miei studii, il mio lavoro, i miei impegni, non posso essere tutto il santo giorno a tua disposizione, perchè io... potresti anche generosamente risparmiarmi l'amarezza di dovertelo ricordare, io non sono ricco.

Emma (con effusione, con trasporto, per farsi capire, per giustificarsi) Impossibile! Ho detto impossibile perchè io non posso stare senza di te! Non voglio più uscire senza di te!