Emma. Ma io mi vesto per te! Soltanto per te! Non voglio piacere che a te.
Giordano (sorridendo ironicamente) Già; la solita storia, per noi poveri mariti. Sai benissimo che per piacere a me non hai bisogno di grandi abbigliamenti! Tanto più mi piaci quanto più sei semplice. Per piacere soltanto a me non ci sarebbe bisogno di viaggiare con dodici bauli, come una compagnia comica.
Emma è diventata pallidissima, ma non piange più. Lo fissa un istante maravigliata, stupita; poi gli volta le spalle con un moto di collera, e va a guardare dalla finestra, appoggiando la fronte sui vetri chiusi.
Giordano (le dà un'occhiata di traverso, e, dopo un'alzata di spalle, comincia a passeggiare in su e giù per la stanza: fra sè) Ci vuol altro con quella lì! Per tenerla allegra bisognerebbe continuare tutto il giorno a fare all'amore!
Giordano Mari, invece, ha mangiato male, ha forse bevuto più del solito col Cogoleto, nel calore del discorso, nell'enfasi della commozione, ed è tornato all'albergo di pessimo umore. Non è stato invitato, come ha detto a sua moglie, ma ha finito per invitare lui stesso il colonnello a colazione.
Col direttore del Popolo — il Cogoleto glielo ha detto subito — non c'è niente da poter sperare, nè dalle lusinghe, nè, tanto meno, dalle minacce. Non ha bisogni, non ha desiderii e perciò fa pompa d'incorruttibilità; è testardo come un mulo, ma nel fondo non è cattivo. Cattivo no; è sempre in buona fede anche quando fa il male. È un vecchio fanciullo, che morde qualche volta, ma, appunto perchè è rimasto fanciullo, si è conservato un ingenuo. Voi non siete andato in cerca di un ricco matrimonio? Voi siete stato quasi costretto a sposare la signorina Dionisy; avete ceduto alle preghiere dei parenti per un sentimento gentile di pietà, di compassione? Ebbene, tutto ciò, perchè non lo dite voi stesso allo Schiavino? Per parte mia, non c'è altro da fare: bisogna tentare il colpo di sorprenderlo, di commuoverlo, colla verità.
E così è stato convenuto. L'onorevole Cogoleto ha scritto la lettera di presentazione e Giordano Mari deve recarsi, la sera stessa, in cerca di Pietro Schiavino alla Direzione del Popolo.
Il passo è grave, è rischioso. Il pensiero di quell'incontro, di quel colloquio, lo agita, lo rende nervoso.
C'è anche il pericolo di venire alle mani!
E continua, continua a passeggiare sempre su e giù per la stanza: torna a guardare sua moglie alla sfuggita: Emma è sempre alla finestra colla fronte appoggiata ai vetri.