Giordano (butta il cappellino sul canapè: apre e legge la lettera).

Emma (afferrandogli un braccio: scotendolo) Più che cosa? Rispondi. Hai detto che divento tutti i giorni più?... Devi dirlo! Oh, ma devi dirlo, rispondi: più... che cosa?

Giordano (mentre legge, la sua faccia cambia a vista d'occhio: diventa raggiante: con un grido di gioia) La Regina! Ha accettato! Interverrà la Regina! L'avrò alla mia conferenza. Me lo ha scritto lo zio! Senti! (Circondando Emma con un braccio, stringendosela e tirandosela vicina sul petto, per leggerle la lettera).

Emma (sciogliendosi vivamente) No! no! Devi dirlo! Devi rispondere! Tutti i giorni divento più?... più?...

Giordano (distrattamente, tanto per calmarla) Più cara; tutti i giorni più cara. Senti, carina mia! (Ricominciando da capo la lettera che non aveva ancora finito di leggere) «Darai la bella notizia alla nostra Emma per la prima ed a mio nome; Sua Maestà, la nostra graziosa e benamata Regina, ci farà l'altissimo onore di assistere alla tua prossima conferenza. Fisseremo il giorno e l'ora più opportuna di comune accordo; ma, intanto, regolati che bisognerà far presto, il più presto possibile. Se devi prepararti, potremo fissarla per sabato o per domenica, ma non più tardi certamente, perchè Sua Maestà parte per Napoli ai primissimi della settimana ventura, e vi si fermerà, almeno si crede, parecchio tempo.

«Dirai alla mia formosissima e preclara nipotina che oggi, purtroppo, sono occupatissimo, ma che, per non aver da rimpiangere tutto un giorno perduto, verrò a prenderla questa sera alle nove per condurla al Costanzi: — Cavalleria Rusticana, for ever!

«E a te, mio caro... la solita raccomandazione: dalle fiorite pagine

Sperdi ogni ria parola!

«Io non ti farò la predica, come il conte zio o don Ferrante, ma solo ti dirò, col frutto della mia esperienza, che per arrivare lontano, e per salire in alto, bisogna sempre andare adagio, molto adagio... anche colla filosofia!»

Giordano (con aria preoccupata) Sabato o domenica al più tardi? Oggi che giorno è?