È così — ed è sempre stato così, e nient'altro — il loro amore: il bisogno di lamentarsi sempre e di compiangersi l'un l'altra per quelle piccole infelicità... che fanno loro tanto piacere!...

Una grande scampanellata.

Il dottore, senza turbarsi, abbandona il braccio della signora Letizia.

— Visite?

Una seconda scampanellata.

Tutti e due quasi insieme:

— Venceslao.

Il cavalier Venceslao, quando rientra nel seno della sua famiglia, ci tiene ad avvertire ch'è proprio lui, perciò ha imposta la regola al portinaio che «per il padrone» si debba suonare due volte.

Emma (entrando di corsa nel salottino, e precipitandosi addosso alla poltrona della mamma, stampandole sulla bocca due bacioni collo schiocco) Oh, mamma, mamma; che fascino! Che arte! Che maraviglia! Come ti saresti divertita! E anche tu, dottore, perchè non sei venuto! Hai fatto malissimo! Che cosa grande! (un altro abbraccio impetuoso, nervoso, altri due baci sul viso della mamma ancora più risonanti).

La signora Letizia (alzandosi mezzo soffocata, allontanando, come difendendosi, la figliuola) Emma! Emma! Che fai? (guardandosi nello specchio, un po' inquieta per l'amabile incarnatino delle sue guance) Una conferenza!... Si sa, poi, che cosa può essere di straordinario! (Si accomoda la bionda capigliatura a ricci che la figliuola le ha mandata un po' di traverso). Corri sempre da un'esagerazione all'altra!