«Così la filosofia s'alleava al cuore; così si ponevano da lungi le basi di quella società futura che noi tutti vagheggiamo come una superba certezza e nella quale, sciolti sì da ogni vieto pregiudizio, ma, dopo tante negazioni e tante bestemmie, riconciliati col cielo, da cui piove la luce dell'ideale, possiederemo la piena signoria della terra su cui siam nati, pur chinando reverenti il capo innanzi al mistero da cui essa al par di noi è uscita!» — Benissimo! È anche più nuovo, più moderno. — Il razionalismo, il materialismo, il verismo, hanno fatto ormai il loro tempo. Adesso gli uomini, e specialmente le donne, tornano a credere e vogliono dell'ideale! (sempre più soddisfatto) E questa, caro signor Schiavino, è tutta roba mia; assolutamente mia! Qui, il vostro Taine non c'entra!
Una fregatina di mani: poi Giordano torna a ripetere due, tre, quattro volte, certo per impararlo a memoria, il nuovo finale della conferenza.
Emma è rimasta sempre sdraiata nell'angolo del canapè. Essa fa scattare nervosamente la punta sottile di un tagliacarte d'avorio. È diventata un po' pallida; ha il visetto in collera, con una piccola ruga, forse la prima, che le attraversa la fronte, e continua a scrollare il capo, in segno di malcontento e di disapprovazione, mentre suo marito, paziente e instancabile, seguita invece a ripetere la conferenza, collo stesso calore, le stesse intonazioni di voce, le stesse pause, i medesimi sorrisi, e le medesime cannonate, che hanno mandato in visibilio anche a Milano i pittori e gli scultori del Circolo artistico-letterario. Solo s'interrompe qua e là per aggiungere e provare il suono di qualche «Maestà», di qualche «Graziosa Sovrana»; o per tossire, per borbottare contro il raschio che sente in gola, contro quel profumo à la peau d'Espagne, che diventa sempre più acuto, più noioso.
Nel corridoio: un passo risonante, spedito, diverso dai soliti, si avvicina rapidamente al numero 30:
Giordano (di dentro). Chi è?
Il fattorino del telegrafo. Un telegramma. Signora Mari!
— È mia moglie. È uscita. Lasciate il telegramma dal portiere.
Emma (balzando in piedi e correndo fuori della stanza) Qui! Qui! A me! (Prende il telegramma, firma la ricevuta, e rientra in camera nello stesso punto in cui Giordano spalanca l'uscio interno di comunicazione).
Giordano (con impeto) È un pezzo che sei tornata?
Emma. Sì.