Giordano (sogghignando) Sicuro; nemmeno... a ragionare.
Emma (offesa) Nino, ti prego; Nino!
Giordano. Intanto vuoi parlare, parlare, parlare, e, come al solito, non sai niente! La conferenza è alquanto modificata, così nella forma, come nella sostanza. Dirò... moltissime cose nuove.
— Tutte cose che non pensi, e le dirai soltanto per far la corte a mio zio!
— Per tua regola, io non ho mai fatto la corte a nessuno, e tu ne sai qualche cosa. Dovresti imparare a riflettere quando parli con me, e sopra tutto quando parli di me. Bisogna pensare, bisogna sapere ciò che si dice!
— So, so, so benissimo, sempre, ciò che mi dico. Anche troppo!
— Davvero? Una cosa per altro non sai (Si chiude la bocca con una mano per non parlare).
Emma. Quale? Quale? Che cosa? Sarà un'altra cattiveria! È un'altra cattiveria! Sentiamo.
Giordano (prorompendo) Che con una donna come te, la quale fa perdere la pazienza dieci volte in un'ora, non si può nè lavorare, nè studiare, nè pensare! Bisogna diventare per forza un cretino, un imbecille!
Emma (colla voce bassa, rotta, strozzata) Mi sta bene; ti ringrazio. Grazie.