Emma (seria, pallida, colla voce alterata, mettendosi il cappellino per uscire) C'è il conto? Avranno mandato insieme anche il conto?
Giordano (respira: sua moglie finalmente se ne va; apre uno dei due pacchi e trova il conto) Sì, cara. Eccolo.
— Dammi i danari. Prenderò una carrozza! Andrò a pagarlo.
— Subito!... Quanto ti occorre?
— Non so; guarda.
Giordano (dopo aver aperto il conto e letta la cifra: scattando) Duecentoquarantacinque lire! Quasi duecentocinquanta franchi... in tanto sapone! (A mano a mano riscaldandosi sempre di più) Ma c'è da lavare... un reggimento di turchi! Duecentocinquanta franchi! Ma tu diventi matta, cara mia! Ci vuol altro! Non sono un milionario! E tu non hai più vent'anni! Dovresti moderare le tue voglie, i tuoi capricci, le tue stranezze! E poi... hai cuore, sì o no? In tal caso, non dovresti mai dimenticare che sei la moglie di un uomo che lavora! Che lavora per vivere!
IX. Piccole miserie.
I Precursori della Rivoluzione ottengono anche alla Palombella il solito straordinario successo e il nuovo «finale», più moderno, è accolto, come l'antico, da un'imponente ovazione. Ma i giornali? — apriti cielo! — Tranne i pochissimi, prettamente ministeriali, che, per un dovuto riguardo al ministro dell'istruzione, non danno altro che un brevissimo cenno di pura cronaca, tutti gli altri, in coro, a dir le sette peste della conferenza e del conferenziere! Naturale, in tanto accanimento, c'entra, in parte, anche la politica: i giornali favorevoli al Governo, ma che non vogliono passare per ufficiosi, approfittano dell'occasione e dicono corna del nipote per affermare la loro indipendenza dallo zio, e quegli altri dell'Opposizione... seguitano a far opposizione anche alle spalle del professor Mari.
I giornali del mattino lo attaccano allegramente, ridendo:
«Dopo i viaggi delle nostre dive», comincia il Corriere romano, «e dopo quelli dei nostri commendatori... all'estero, v'è qualcos'altro che minaccia di diventare ricorrente, opprimente, schiacciante: le conferenze, o, meglio, la conferenza-carillon dell'illustre professore — professore di che? di che cosa? — Giordano Mari. Io ho avuto la sorte invidiabilissima di trovarmi a Napoli, a Milano e a Roma nel medesimo tempo del conferenziere omnibus, e ho dovuto godermi nei tre centri intellettuali, la ripetizione fonografica dello stesso frammento, istrionicamente rimpolpettato, della prosa maravigliosa... del Taine.»