Donna Fanny. E poi è un bel giovane, un bell'uomo! Ha magnifici denti. Il Barbarani ce lo ha presentato, ed egli ci ha accompagnate fin qui. Anche Guido lo ha trovato molto... signore! molto... come si deve!
Il nobile Barbarani. Non frequenta che la migliore società. A Padova è stato l'amante della contessa Pianelli. Lo sapevano tutti: era... ufficialissimo! Stasera gli diamo uno champagne d'onore al Circolo artistico-letterario — Son proprio content! (Al dottore, che intanto ha continuato a guardare e a studiare la signorina Emma) Dovresti venire anche tu — benissim! — Dieci franchi a testa soltanto i soci frequentatori, perchè gli artisti, si sa, in Italia ne han pochi da spendere.
Il dottore (scrollando il capo e sospirando) Impossibile!... Sono così preso in questi giorni!(Guardando l'orologio) Sono le cinque e mezzo e dovrei già essere in via Cusani! Scappo! (Scampanellata; il dottore sente venire altre visite, si siede). Scappo subito.
È la vecchia marchesa Gonzales: vecchia per gli altri, non per sè stessa; ha molte pretensioni di eleganza, di gioventù e la smania di essere ancora corteggiata. Ingrassa ogni giorno, ma per conto suo ha invece l'illusione di dimagrare a forza di stringersi e di patir la sete, cosa che la fa essere sempre eccitata, rabbiosa. Quando le domandano se è stata alla conferenza, monta in furore. Ma come?... Lei?... La marchesa Gonzales alla conferenza di un ateo? Di un... eretico? Sa! Sa! Sa tutto!... Le hanno detto tutto! Le hanno già riferito i suoi amici — perchè lei ha degli amici veri, e tutti simpatici, fedeli, provati e tutti giovanotti! — le hanno riferito che cosa ha detto di bello quel signore! Che teorie! Che massime! Che dottrine!.. Che spropositi!
Lo sdegno e la veemenza della marchesa sono tali che tutti tacciono ammutoliti. La signora Letizia è quasi mortificata di aver mandato Emma alla conferenza; donna Fanny di esserci stata lei; ed Emma, scossa, confusa, china il capo, quasi vergognosa, quasi addolorata.
Il silenzio è grave, penoso, rotto soltanto dagli accordi e dai solfeggi del cavalier Venceslao, e dal risonare delle chiavettine del dottore, il quale, in punta di piedi, gira intorno alla ricerca del suo cappello... poi, pianino, passando vicino ad Emma, toccandole, premendole le mani, le ricorda, sottovoce, le cartine di fosfato che ha da prendere prima di pranzo, e sparisce senza che nessuno se ne accorga.
Il nobile Barbarani (a un tratto scattando dalla seggiola e fermandosi ritto dinanzi alla marchesa) Miscredente?... Un ateo?... Un eretico?... Benissim! Ma in tal caso (un colpettino di tosse) sia quel che si sia — mi piace sempre dire la verità! — son proprio content d'essere un miscredente anch'io; perchè il Diderot, il Voltaire, il Rousseau, li leggo e li ammiro anch'io, e in quanto alla filosofia e alla storia c'è poco da ridere: credenti, o miscredenti, la storia — per sua regola, marchesa — resta quello che è; non si può cambiare.
Emma (si sente sollevata; lo guarda, sorride) Che bel vecchietto quel Barbarani! Leale, franco, simpatico...
V. All'hôtel della «Bella Venezia».
Giordano Mari (entrando cerca il portiere che non c'è, chiama il cameriere che non risponde, entra nel burò dove non trova nessuno; si mette a brontolare prima a mezza voce, poi molto più forte).