E, tra un grazie e un cara, Giordano si fa curare e si fa servire, senza riguardi, senza scrupoli, non lasciando a sua moglie nemmeno il tempo di vestirsi, di dormire, di respirare.
— Fa presto, cara; ti ho chiamata già due volte!... Grazie.
E così, sempre con una parola amara sotto la dolcezza della intonazione, come una bacca di tossico sotto una gelatina di zucchero candito, egli diventa ogni giorno più fastidioso, più permaloso, più sospettoso, più geloso. Geloso di una gelosietta acuta, certe volte, come una punta di spillo, ma senza collere, senza impeti, a estri, piena di rancori, di ironie, di bizzarrie. È geloso di un cappellino, di un vestito di Emma, soltanto perchè le stanno bene:
— Non hai altro in mente: tutto il tuo studio è di piacere... agli altri.
— Vieni via, cara, da quella finestra: tu vuoi farti vedere, si capisce, ma io piglio freddo!
— Non scherzare, non rider sempre così forte! Io, cara, ho passati i vent'anni... e anche tu!
E, nello stesso tempo, si gode, si diverte alla corte che fanno ad Emma l'Albertoni e il Cogoleto. L'uno, Sua Eccellenza, amabilmente e allegramente, con grande spreco di dolci e di fiori; l'altro, il vecchio colonnello garibaldino, furiosamente, mangiandola cogli occhi e coll'aria di volerla mangiare anche coi denti, e mettendo in fuga con le punte irte dei baffi verdi gli adoratori del seguito, il «coro di donna Emma», che si affollano al Pincio attorno alla sua carrozza, e a teatro ne riempiono il palchetto.
E si gode, si diverte alle spalle di quei due assidui e fedeli spasimanti, sfoggiando tutta la sua vanità di marito amato, adorato:
— Quella mia cara Emma, così docile, così sottomessa, così amorosa! Non vive altro che per prevenire i miei desiderii. In mezzo ai miei dispiaceri, ho almeno sempre una parola dolce, una carezza, un bacio!... È così bella! diventa ogni giorno più bella! La mattina appena mi desto.... salta in camera mia... e vi entra il sole! Ed è innamorata più ancora del primo giorno!... — Troppo. — Non glielo dite, non scherzate con lei in proposito, perchè se ne avrebbe a male. Ma... volete sapere sin dove arriva la pazzia di quella creatura?... È gelosa della Carolina!
Giordano Mari sente, per altro, una gelosia vera, profonda, una gelosia esosa come l'invidia, atroce come l'odio, per Carlo Borghetti. Sempre e soltanto per Carlo Borghetti.