Adesso, quando arrivano lettere da Milano dirette ad Emma, egli dimentica le solite professioni di delicatezza; le apre, le legge per il primo e ne riferisce alla moglie quel tanto appena che gli accomoda. Donna Fanny scrive a lungo «dell'interessante architetto»; e Giordano, subito, impone ad Emma di troncare quella corrispondenza e quell'amicizia.
— Te ne prego, cara, assolutamente. E mi farai il preciso favore, a Milano, di non salutarla nemmeno più. Col suo Guido Bardi, e compagnia, è diventata una donna, ormai, troppo, moralmente, avariata.
Ed egli sta in guardia, e ancora più attento, alle lettere del dottore. Una, anzi, la fa sparire.
Il buon dottore annunziava appunto in questa lettera la partenza di Carlo da Milano per Val d'Olona, la campagna del Borghetti, non molto distante dall'Argentera e, dopo una lunga e fitta pagina di storia e di minuta diagnosi della malattia, concludeva «che il lentissimo e saltuario miglioramento era, pur troppo, da ritenersi più che altro apparente e momentaneo, senza il concorso di nessuna risultanza, di nessun dato favorevole che inducesse ad un pronostico soddisfacente.»
Emma, finchè Giordano è ammalato, non s'arrischia nemmeno di scrivere al suo povero cugino. Gli scriverà subito, dopo, appena Giordano sarà guarito... e non avrà più tante idee così strane per la testa.
— Adesso non bisogna inquietarlo; soffre, ha la febbre.
E Giordano ne approfitta per dire tutto il male possibile «di quel Borghetti» e per mettere in ridicolo anche il dottore:
— Credi, mia cara, il tuo illustre e straordinario cugino non è altro che un erudito. E gli eruditi, sai che cosa sono?... I nostri rigattieri. Gli ho letto qualche capitolo del mio Sant'Ambrogio, e ho fatto male. Per aver ascoltato il suo consiglio ho troppo abusato di note, di documenti, di erudizione. Di primo getto mi era riuscito molto più agile! Mah! a Milano fate presto a inventare i genii!... Come, per esempio, anche quel noioso e interminabile funerale del vostro Esculapio a ripetizione!
Emma (supplichevole, colle lacrime) Il dottore, no! Il nostro buon dottore, no! Ti prego, ti prego!... Ma, pensa, quanto ha fatto per noi!... Devi voler molto bene anche tu al nostro buon dottore!
Giordano. Per noi?... Per te. Si sarebbe prestato ugualmente volentieri se invece di me si fosse trattato (strizzando l'occhio) di Nino o di Carlino. Un matrimonio è quel che preme!... Per far moltiplicare i clienti!... Ma poi questo non toglie, cara, che anche il tuo dottore, per quanto di moda, non sia un grande esagerato. Tu, per esempio, a voler dar retta a quel Torquemada, dovresti esser morta e sepolta! Invece sei una bellezza! la mia bellezza cara!... La mia gioia! Vieni, dammi un bacio.