Emma, le ciglia sempre aggrottate, alza il capo dal libro e fissa la cameriera. Perchè sorride?... Che cos'ha da ridere, la sciocca?...

Carolina, in punta di piedi, va fin presso all'uscio del padrone, ascolta attentamente, poi, passo passo, si avvicina di nuovo alla signora:

— Non c'è pericolo!... Dorme a suon di musica! (Guarda fissamente Emma e torna a sorridere).

Emma (alzandosi d'un balzo e gettando via il libro). In fine, che cosa c'è?

Carolina. Per amor del cielo! Ho promesso al padrone, ho giurato al padrone che avrei sempre taciuto, taciuto con tutti, ma specialmente con lei! Si figuri se io avrei mai parlato! Ma.... è tutto il giorno che la mia signora piange, soffre; sembra in collera anche con me! Io non ho coraggio di vederla così disperata per una sciocchezza, per una debolezza!

E Carolina, anche colle lacrime negli occhi per il gran bene che vuole alla padrona, non può a meno di non continuare a ridere.

Emma (nervosissima) Insomma... che cosa c'è?

Carolina. Badi, signora — mi raccomando! — il padrone ha minacciato di mandarmi via, su due piedi! È una sciocchezza, le ripeto!... Poi dicono, le donne! Ma se gli uomini sono in tutto e per tutto molto più donne di noi!

— Che cosa c'è? Senza tante chiacchiere!

— Ha tre denti finti... Ma mi raccomando, per amor del cielo! Lei deve continuare a non accorgersene!