— Povero Nino mio — pensa in cuor suo — ha detto una piccola bugia, soltanto per piacermi! — Si volta, lo fissa colle pupille lucenti, tremule. Emma perdona, e gli butta a sua volta le braccia al collo coprendolo di baci. — Nino! Tesoro! Mio!...

Si bussa forte all'uscio:

— Un pacco della ferrovia. Libri.

Giordano. Il Sant'Ambrogio! (D'un salto correndo ad aprire) Avanti!

Emma, ancora in sottanina, ha appena il tempo di scappare nell'altra stanza. Poi, dopo un momento, appena l'agente della ferrovia che ha portato i libri se n'è andato, si nasconde, aspettando che Nino corra a cercarla. — Niente! — Allora, corre lei, cacciando il capo innanzi, e sorridendo: — Hai chiuso l'uscio?

Giordano (sforzandosi inutilmente per rompere la corda del grosso pacco) Dammi una forbice.

Emma (correndo gli dà la forbice e gli fa una carezza) Hai chiuso l'uscio?

Giordano (distratto: tutto intento a disfare il suo pacco) Non so. Guarda.

Emma non guarda e, invece, finisce di vestirsi.

Giordano (ammirando uno dei grossi volumi in ottavo che formano il pacco) Magnifica!... Bravo Amodei! È una splendida edizione! (Legge il frontespizio): Giordano Mari, Sant'Ambrogio.