Quasi quasi, l'idea non dispiace a Giordano Mari. — Perchè no? — Un paio di settimane solo, libero... Potrebbe prepararsi a modo suo per la conferenza e per la lezione, senza l'incubo di Emma che sente, che ascolta dietro l'uscio... Sempre fuori a pranzo senza più il pericolo di andare in collera col Cogoleto o coll'Albertoni, e poi di nuovo, dopo gli allori, l'«adorata» che lo aspetta nei lieti ozii dell'Argentera. — Perchè no? — Quasi quasi, l'idea non gli dispiace. Ma non bisogna mostrarsene troppo contento, per non dare dispiacere alla piccola cara.

— Ah! Ah! — Giordano sorride senza ironia, piacevolmente. — Vorresti ch'io ti lasciassi andar sola all'Argentera?... L'Argentera non è molto lontana da Val d'Olona. Potresti avere più fresche e più sicure le notizie del cuginetto!... del giovane Werther!

— Carlo! Oh, povero Carlo! Come lo dimentico sempre!

Con questo pensiero e con questo rimorso, che le attraversa l'anima, Emma fissa Giordano: per la prima volta, i due uomini li vede riuniti dinanzi ai suoi occhi e al suo cuore:

— Come sono diversi! Come sono diversi!

Ma non è che un lampo. Rientra subito la Carolina con una grossa lettera portata da un usciere del Ministero.

Carolina (consegnando il grosso letterone ad Emma) Da parte di Sua Eccellenza. Ho fatto domandare: non c'è risposta.

Giordano (vivamente) Che cos'è? Guarda cos'è.

Emma (che sta puntandosi nei capelli una piccola stella di brillanti) Adesso... Subito...

Giordano (strappando la lettera di mano alla Carolina) Guardo io. (Straccia la busta) Ci sono delle bozze di stampa e un biglietto! (Legge il biglietto sottovoce, poi forte, con un'esclamazione di gioia) È l'articolo della Rivista Nuova!