Ma una mattina guarda fisso fisso suo marito, sorride, poi gli butta le braccia al collo e scoppia in lacrime.

Giordano (con un grido di gioia) Sì? Sei proprio sicura?...

— Credo... spero; spero tanto!

— Oh, ma brava!... Brava, la mia piccola cara! Bisogna telegrafare subito a Milano, alla mamma, al babbo...

Emma (diventando ancora più rossa) No! No! No! E se... non fosse?

— Hai ragione! (Guardandola sorridendo, accarezzandola, stringendola amorosamente fra le braccia) La mia gioia cara, il mio tesoro... — Mammina!

Emma a questa dolcissima parola trasalisce, guarda ancora suo marito, poi sorride, diventa pallida, pallida, e gli casca sul petto sopraffatta, sfinita dalla troppo forte emozione, dalla troppo grande felicità.

Giordano. Adesso bisognerà informarsi; mandar a chiamare un dottore. Sentire, assicurarsi...

Emma. No, no; quando saremo all'Argentera. Il mio dottore, il nostro, il nostro buon dottore, soltanto. Ma oggi, sai, Nino mio, oggi voglio, sì voglio... te lo domando per... (si arresta di nuovo arrossendo e, nascondendo la faccia sul petto di Giordano, ripete sottovoce) Voglio...

— Che cosa?.. Parla!... Sì! Sì! Parla!... Parla!