— Oggi sei tutto mio; soltanto mio. Non... il grand'uomo, il grande scrittore, il grande pensatore! Nino, voglio il mio Nino. Prendiamo una carrozza, noi due soli... Andiamo fuori di Roma, noi due soli. Si scappa insieme fino a stasera, fino... a domani.
Giordano (contrariato) Oggi?.. Proprio oggi?.. Pensa, è impossibile. Sono a colazione dalla principessa di Campolatino col senatore Bernabeis.
Emma (irritata) Oh, questo poi... Manda un biglietto! Trova una scusa!
Giordano. Ma tu, cara gioia mia, non ti ricordi... di niente! Non sai che per oggi lo zio mi ha ottenuta un'udienza del Re e della Regina per presentare loro una copia del mio Sant'Ambrogio?... Domani, domani, cara, tutto il giorno! Cioè, no! Domani no! Anche domani, purtroppo, sono impegnatissimo. Non so ancora se terrò la mia conferenza Sant'Ambrogio e Marcellina alla Palombella o al Collegio Romano. E bisogna risolvere qualche cosa. Poi, forse, domani è probabile che venga a Roma l'Amodei e dobbiamo discorrere per una nuova edizione economica del Sant'Ambrogio. Dopo domani, invece, sarò libero certamente, almeno lo spero, e... si prende la carrozza e si scappa! Come sei bella! Angelo, angelo, angelo mio! Non so più trovare altra parola per te! — Angelo! — Ed è vero? È proprio vero?.. Di', di', di', — angelo mio! — è proprio vero?.. A proposito. Hai visto le due copie del Sant'Ambrogio per le Loro Maestà? Me le hanno portate adess'adesso. Guarda che splendore di legatura!... E anche tu, ricordati; me lo hanno fatto capire tanto lo zio, quanto la Campolatino, dovrai domandare di essere presentata alla Regina. (Mostrandole i due libri, che leva dalle loro scatole) Guarda che magnificenza! E che bel libro! (Sorridendo) È un gran bel libro, dentro e fuori. Che vuoi?... Sì, te lo confesso! Lo amo il mio Sant'Ambrogio. E adesso, gioia cara, tesoro, adesso... mi devi capire di più, e, quasi direi, compatire. Il nostro libro, pensa, è come la nostra... creatura; è un figlio. Io pure, col Sant'Ambrogio, pensandolo, scrivendolo, ho provato, potrei dire, le ansie, i dolori, le gioie... della maternità!
Emma (arrossendo di nuovo: con un po' anche di dispetto) Io però, se sarà davvero... se fosse... ricordati; no, no, no; assolutamente. Non gli metto nome... Ambrogio!
XI. Al caffè Cova.
Subito dopo il passaggio da Roma dell'editore Amodei per «trattare» la seconda edizione del Sant'Ambrogio, arriva da Parigi monsieur de La Roche per acquistarne la traduzione francese; poi il dottor Ueberbacher del Pester Lloyd per pubblicarlo in tedesco e in ungherese; poi un collega, professore dell'Università di Upsala; poi un agente della «New York's Editors Society»; poi una cognata dell'Ibsen, parente pure del Björnson... insomma, tutto un gran da fare per Giordano Mari. Emma, convinta ormai che il giorno da lei tanto desiderato e implorato, per scappare con suo marito a Frascati o a Tivoli, non sarebbe mai venuto, e ristucca delle furie del Cogoleto e dei dolciumi dello zio, perde a un tratto la pazienza e decide, su due piedi, di scappar sola all'Argentera:
— Io me ne vado! Proprio, proprio! Sono stufa, troppo stufa!... Io me ne vado.
Giordano Mari alza gli occhi al cielo, sospira e acconsente:
— Sopra tutto io non sono un egoista. Non voglio tenerti a Roma, sacrificarti, povera piccola, mentre lavoro... e il lavoro, come sai, è la dura eppur cara necessità della mia vita. E adesso devo lavorare ancor di più (baciandola teneramente), angelo mio; devo lavorare per... lui. Va, gioia; va pure all'Argentera; ma ti supplico, per amor del cielo, riguardati dal freddo. Dopo domani terrò la mia conferenza Sant'Ambrogio e Marcellina, poi a Bologna due giorni e poi di corsa all'Argentera, al ben meritato riposo, e al dolcissimo premio! Dirai al fattore di provvedermi un bravo cane da caccia. Ho bisogno di sgranchire le gambe — sempre al tavolino!... È un gran dolore vederti partire; restar solo. Mah! È la lotta per la vita. In premio dammi un bacio... (Emma, distratta, lo bacia sulla barba) No, no: angelo mio, uno dei tuoi baci. E dimmi che lo comprendi il mio sacrificio, e che io sono... molto buono! (Si commuove per la dolcezza della propria voce e scappa subito sul Corso, perchè non può resistere a veder sua moglie e la Carolina a preparare le valigie).