Alla Porretta, mentre egli andava o veniva da Montecatini, i viaggiatori di un altro treno di passaggio, scambiatolo per Verdi, gli avevano fatto una simpatica dimostrazione. Il cavalier Venceslao ne è rimasto commosso, ma ormai, per la sua delicata modestia, deve imporsi, pure con una certa soddisfazione, i maggiori riguardi.
Al Cova, nel piccolo stanzino appartato, in fondo al caffè: i primi che si presentano alla signora Emma (sanno ormai tutti, a Milano, che vi sarebbe stata di passaggio) sono il nobile Barbarani e Guido Bardi. Emma, dimenticando le ingiunzioni del marito, si affretta a chiedere al giovane poeta le notizie di Fanny:
— È tornata a Milano?
Guido Bardi diventa rosso come un pomodoro e si ficca la lente nell'occhio tanto per far l'inglese, mentre il Barbarani lancia un rapido sorrisetto a Venceslao.
Emma. È tornata a Milano, o è ancora sul lago?
Guido Bardi (un po' rauco) È andata... a Montecarlo.
— A Montecarlo? Come? — esclama Emma stupita, non perchè la Fanny vi sia andata, ma perchè il giovane poeta è rimasto a Milano. — A Montecarlo?
Il cavalier Venceslao, per distrarla e per cambiar discorso, le mette dinanzi la lista delle vivande:
— Guarda, Emma, che cosa vuoi ordinare?
Barbarani (pure per cambiar discorso) Sicchè, dunque, benissim! Di trionfo in trionfo il nostro Mari! Son proprio content!