Venceslao (con garbo e pacatezza, gustando insieme la spiritosità e i tartufi) Le nozze dei cani, perchè è un pezzo che si corrono dietro.

Tutti ridono: la lente di Guido Bardi corre un altro serio pericolo: egli apre l'occhio, la fa cadere sul palmo della mano e la ripone nel taschino della sottoveste.

Barbarani (abbassando la voce: avvicinandosi ad Emma) Sa, non è vero, della commedia o dramma, Afrodite, che il Sebastiani e la D'Arborio hanno scritto in collaborazione?

Emma. E che il prefetto di Milano ha proibito perchè, pare, fosse non troppo morale?

Barbarani. Benissim!

Guido Bardi. Proibita, no.

Barbarani. Insomma, il prefetto ha fatto tanto colla Direzione del teatro, col capocomico, che non l'hanno più rappresentata! E allora — questo è il bello! Nino e la D'Arborio vanno a mettere in scena la commedia, o il dramma che sia, a Venezia, dove chi ne dice mirabilia e chi ne dice plagas; è stato un gran successo? oppure un gran fiasco? — Ancora mistero! Ma intanto...

Guido Bardi (tira fuori nuovamente la caramella e il sussiego sdegnoso del collega) Fiasco, fiasco, un fiasco piramidale!

Il Cavalier Venceslao (indulgente: pensando alla «Traviata») Un gran fiasco è sempre un successo di battaglia.

Barbarani (continuando) Precisament! Ma intanto, fiasco o successo, il fatto sta che la comunione della collaborazione, la comunione del viaggio, la comunione, diremo dunque, del fiasco, per non fare andar in collera il nostro Bardi, la comunione dell'albergo della Luna... troppe comunioni! La D'Arborio non ha nè padre ne madre, va benissim, e se non ha ancora l'età del giudizio, è perchè in trent'anni non lo ha mai avuto; ma tutto ciò non toglie, per altro, che sia sempre una ragazza... in faccia alla legge, e dopo tante comunioni, un bel giorno, sono arrivati i parenti da Napoli, o da Palermo, e hanno imposto a Nino Sebastiani anche la comunione definitiva!