— E le altre cambiali?... E tutte le altre?...

Fa due, tre passi verso la finestra, sempre cupo, sempre pensoso, a testa bassa. Prende macchinalmente le forbici dalla toeletta e macchinalmente continua e continua a tagliarsi, a regolarsi, a limarsi le unghie...

— E le altre?... E tutte le altre?...

Rimane ancora diritto in piedi, immobile, a testa bassa, occupato delle sue unghie, ma a mano a mano il suo viso da pallido diventa giallo, gonfio, sformato... i solchi sotto gli occhi diventano sempre più profondi. Non ha più trentacinque anni nè quarantacinque... ne dimostra sessanta...

— E le altre?... Almeno dieci... dodicimila lire?...

Nella cameretta si sente solo il rumore del respiro greve, affannoso del Mari, e un tic-tic-tac delle unghie dure, che saltano via, mozzate dalle forbici.

Cameriere (battendo all'uscio) Signore...

Giordano Mari (trasalendo, voltandosi) Che c'è?

Cameriere. Il pranzo è servito.

VI. Dopo due settimane al club.