Giordano Mari ha rimandato ad altra epoca le sue conferenze di Bologna, Roma e Napoli; trovandosi a Milano, vuole invece approfittare dell'occasione, per fare tutte le ricerche necessarie e compiere sul posto l'importante monografia Ambrogio vescovo nella civiltà de' suoi tempi, che gli deve aprir la strada alla cattedra di storia in una delle principali Università del Regno. Intanto approfitta delle sere, e un po' anche del giorno (le biblioteche e gli archivi si chiudono presto) per far conoscenze e frequentare il bel mondo di Milano, in compagnia del presidente del Circolo artistico-letterario, il nobile Barbarani, sempre felicissimo, «proprio content», quando può fare il cicerone delle belle signore coi personaggi un po' celebri che passano da Milano.
— Sarà un debole — diceva il presidente Barbarani, scusandosi di questa sua manìa cogli amici che lo pigliavano a giuoco — ma a me la gente di talento... non mi dispiace! Si parla di tutto volentieri, e si vengono a sapere tante cose anche curiosissime, che saranno vere sì, saranno vere no, questo non implica, ma interessano moltissim. Mediolanum, eccone una bella, per esempio, si compone di due parole, Med e Lan, che nell'idioma celtico significano Fertile terreno!
Ma questa volta, a proposito di Giordano Mari, altro che pigliarlo a giuoco! Per poco non lo pigliavano a... bastonate! Nino Sebastiani era furente contro di lui, perchè pareva che il grande uomo di Padova facesse la corte alla signorina Dionisy; e Guido Bardi gli teneva il broncio, perchè anche donna Fanny si montava la testa e civettava a segno da compromettersi. E oltre questi due, che lo lasciavano indifferentissimo, perchè già noti in Galilea pei loro furori da Otello, anche Carlo Borghetti non si prendeva il gusto di diventare ogni giorno più villanissim?... certamente per quelle gelosie, invidie e battibecchi tra scienziati, che, dacchè mondo è mondo, purtroppo, si sono sempre ripetuti, cominciando dal Caro col Castelvetro?...
La mattina di quel giorno, proprio per far dispetto, e dare anche una prova di indipendenza e di prepotenza ai tre moschettieri di casa Dionisy, Nino, Guido e Carlo Borghetti, il nobile Barbarani fa staccare una lettera d'invito, al club, per Giordano Mari: e fa male.
Questa volta, anche tutti gli altri soci, molto esclusivisti e però molto diffidenti e difficili nell'ammettere persone estranee, gli fanno osservazioni e lamentele.
— Quella è gente del tuo Circolo artistico-letterario! Bisogna andar adagio! tirar dentro il primo che capita! Va bene, è un letterato, uno scrittore, uno scienziato, anche un genio! Quella è roba del tuo Circolo artistico-letterario! Ma qui, al club, che cosa ci verrebbe a fare? Intanto — come individuo — da dove è saltato fuori?
— Dalla più eletta società di Padova!
— Ma chi è, in fine? Chi è?
— È stato per tre anni l'amante ufficialissimo della contessa Pianelli, alla quale ha fatto la corte anche Don Carlos, sicchè mi pare — e il piccolo Barbarani tutto impettito si mette le mani sui fianchi, — mi pare, è sempre stato in buona compagnia!
Ma Guido Bardi e Nino Sebastiani soffiano nel fuoco, preparano una cabala contro Giordano Mari — tutti gli avrebbero voltate le spalle appena si fosse presentato — e il nobile Barbarani, a sua volta, per parare il colpo, continua a fare tutto il giorno una gran propaganda per il conferenziere!