Al club:

Il presidente Barbarani è in piedi in mezzo a sette od otto sportsmen, sdraiati intorno alla finestra del grande terrazzo. Nino Sebastiani, sul canapè, nell'ombra della sala, legge il Corriere della Sera: Guido Bardi, seduto al tavolo, col capo fra le mani, legge l'ultimo fascicolo della Revue des Deux Mondes.

Il nobile Barbarani. Vi assicuro — parola d'onore — per quanto pieno di talento, non esclude che sia anche di una educazione perfettissima! È qui il nostro Guido? precisament! Non è un letterato e un poeta di primissimo ordine, e medesimamente il più compito gentiluomo? E il bravo Sebastiani? Tutti applaudono le sue commedie che sembrano scritte addirittura da un francese, e con questo?... Gentilezza e cortesia sono il suo emblema.

Il Bardi e il Sebastiani (tutti e due insieme scattano come molle: ma dopo un'occhiataccia torva e un'alzata di spalle, tornano a leggere).

Il nobile Barbarani (un saltetto di compiacenza, quindi ripiglia tendendo l'amo nel circolo dei «fashionables») Di cavalli, per esempio? Anche di cavalli, Giordano Mari se ne intende moltissim! Dei varii sport? (movimento di curiosità). È una vera competenza! Un'erudizione speciale!... Certi suoi confronti coi Greci e coi Romani, e con le nostre corse del giorno d'oggi, sono interessantissimi e curiosissimi! Le bighe, per esempio, erano nè più nè meno dei nostri tilbury: e anche nel Longchamp dei Greci, nell'ippodromo, tiravano a sorte ciascuno il suo posto e partivano insieme a un segnale convenuto. Invece l'ippodromo dei Romani era poi il circo, cioè la nostra pista: precisamente! E anche i Romani — tal e quale — avevano per l'appunto i loro bravi... — aspetta un moment (pausa, poi:) gli editores ludi! — benissim! Nè più nè meno della nostra Società delle corse! E anche le scommesse! Ma, allora — grazie tante! — come le prendevano sul serio! Sotto Giustiniano, per esempio.... (si ferma interdetto, per timore di Guido Bardi che alza il capo e sta a sentire) o sotto un Costantino.... (stizzito) Già l'uno o l'altro, non importa, è il fatto storico che preme! (Tossisce, si rischiara la voce: con impeto quasi aggressivo contro il Bardi) E questo è positivissimo!.. I varii partiti — che si chiamavano le fazioni — invece di scommettere, tranquillamente, per Sansonetto o per Drusilla, si appassionavano al punto da far degenerare la discussione in una guerra punica ferocissima, che durava persino due o tre giorni, con venti e magari trentamila morti!... (Una risata, un saltetto e una fregatina di mani) Altro che totalizzatore!

Il Bardi e il Sebastiani continuano a leggere, sogghignando per quella erudizione da dizionario; ma, intanto, perdono terreno: i soci del club s'interessano allo sport dei Greci e dei Romani, ed anche a Giordano Mari; essi fanno parecchie altre domande sul conto degli editores ludi ed anche sui meriti della contessa Pianelli, delle corse degli auriga nel circo e delle avventure amorose del conferenziere a Padova; e così il piccolo Barbarani trionfa col suo grand'uomo, a dispetto del poeta e del commediografo.

Benissim! Son proprio content.

Ed anche un'ora dopo, sempre al club, ma nella sala da pranzo, egli continua a raccontare, a sdottoreggiare ed a sfiatarsi, sempre a proposito del suo illustre amico di passaggio.

Il nobile Barbarani, potentissimo come presidente del Circolo artistico-letterario, anche al club gode di una certa considerazione come direttore di mensa.

Quel giorno, al pranzo delle sette, c'è poca gente; mancano pure Guido Bardi e Nino Sebastiani, che quasi sempre, del resto, pranzano in famiglia; e il nobile Barbarani, fattosi più sicuro anche per questa assenza, è sul punto di arrischiare il gran colpo coi fedeli commensali, immersi, beatamente, nel tepido profumo del consumè, annunziar loro, cioè, che per l'indomani egli ha invitato a pranzo, proprio al club, e proprio lui, il grande Giordano Mari! (Tossisce, si rischiara la voce più che mai arrochita e incomincia).