La marchesa. Barbarani, Barbarani! Non facciamo l'eretico fuori di posto! Una donna, quando ha i veri principii fondamentali, sa benissimo che per il paradiso c'è sempre tempo! (A un tratto: con un sobbalzo di tutto il petto rigonfio) Dimmi un po'... E del povero Borghetti?... Lo vedrai, adesso, a Val d'Olona? (Crollando il capo) Ma, temo, lo vedrai ancora per poco... È spedito!

Emma (diventando pallidissima: con un piccolo grido) No. Ma no!...

Barbarani. Pur troppo! E sarà una disgrazia sentitissima per tutta Milano! Pieno di attività, di capacità, e, senza essere un'aquila, pieno di buon senso.

Emma (con un accento quasi di disperazione) Ma no!... Ma no! Era guarito dalla pleurite!

La marchesa. Dalla pleurite, sì; ma adesso pare che vada a finire in una tisi.

Emma. Ah no, ah no! Povero Carlo! No! No! No!...

Gli occhi di Emma si sono riempiti di lacrime: il viso di Carlo Borghetti è lì, dinanzi a lei; così vivo lì, a Milano, dove essa era solita vederlo, incontrarlo, come non gli era mai apparso fino allora. Quella parola «spedito» le ha serrato il cuore e la gola. In un attimo, insieme al sorriso, è scomparsa la sua gioia e, per la prima volta, sente possibile, sente vicina la morte di quell'uomo.

Barbarani (agitandosi sulla sedia) Era facile capire, del resto, che covava da un pezzo una grande malattia! (Con un impeto di stizza e la solita tosse) Non si sapeva più come fare, santo Dio, per avvicinarlo, per dirgli una parola! Anche al club, a pranzo, era un affar serio! Era diventato di una incontentabilità e specialmente di una irascibilità quasi direi pericolosa.

La marchesa (sottovoce, all'orecchio di Emma) Amore, mia cara! Amore!... Che avesse del debole per te, era evidente, ma fino a questo punto!... (Forte) Non è vero, Venceslao? Chi mai lo avrebbe detto?

Venceslao (colla bella faccia intelligente un po' troppo rossa per il cognac, sospirando con mestizia) Mah!