— In quel momento ci sarà stato un bell'articolone da leggere, o avrà dovuto vestirsi in fretta per qualche gran pranzo o qualche visita ad un personaggio illustre e intanto i miei fiori e la letterina amorosa sono stati cacciati insieme, in fretta e furia, dove capita capita... e dimenticati! Ah, Dio mio!.. Mah!... Quello era il sogno, l'incanto... e la vita, la realtà, si sa bene, è sempre diversa... e brutta.

Continua a scrollare il capo, continua a sospirare e continua a guardare nel bauletto e a leggere svogliatamente i titoli delle opere e dei varii volumi che le vengono tra le mani.

Ugo Foscolo!.. Un altro grand'uomo che in genere «donne» deve averne fatte di grosse!... «Opere edite e postume di Ugo Foscolo»; «Epistolario»; Le lettere (vivamente, contenta, ammirando il volume) Le lettere di Ugo Foscolo!.. Ho sempre avuto tanta smania di leggerle!.. Devono essere bellissime, assai interessanti... (Guardando l'indice) «Alla contessa d'Albany», «Alla donna gentile», «A Silvio Pellico», «Alla marchesa Bartolomei... (Fa per voltare una pagina e il volume si apre da sè nel mezzo) Che c'è? Un'altra lettera di donna Fanny?... Ah no, meno male!... È il conto dell'albergo. «Milano: Hôtel Bella Venezia». Che disordinato! Proprio che disordinato! Invece di conservare tutti i conti in regola di data, come il babbo, li caccia dentro i libri per segno... come i miei fiori e i bigliettini amorosi! (Scorre qua e là coll'occhio sulle due pagine del volume aperto: a un tratto, rimane colpita da alcune parole che non le sembrano nuove, che ha già lette: rilegge tutto il periodo più attentamente):

«... Se l'infermità, se gli anni, se gli accidenti vi rapiranno la beltà e gli agi; se sarete padrona di voi, se sarete disgraziata; se vi mancasse nel mondo un marito, un amico, io volerò a voi; io vi sarò marito, padre, amico, fratello...»

— Che combinazione!... Quasi le stesse parole!

Emma torna indietro, guarda l'intestazione della lettera:

«Alla giovane signora F. Giovio.»

Allora rilegge tutta la lettera, col cuore sospeso, senza batter ciglia, senza respirare...

— No, no! Che sospetto stupido, cattivo!... Eppure... qua e là... sì... Che combinazione strana, strana, strana...

E nella sua mente, quasi parola per parola, essa ripete quell'altra lettera, la prima lettera di Giordano, quella lettera che aveva letta, riletta cogli occhi pieni di lacrime, che aveva baciato, ribaciato, ch'era stata il suo tesoro, la sua ricchezza, la sua felicità, la sua vita... che per tante notti aveva dormito con lei, sul suo cuore, e che per obbedire a Giordano aveva distrutta, bruciata, in quei giorni in cui stava tanto male... in quei giorni in cui aveva creduto di morire.