Il nobile Barbarani (con grande cautela, senza nemmen guardare Carlo Borghetti, quasi avesse timore di toccarlo soltanto cogli occhi) Dunque, certissimo, non è vero?... Stasera sarai anche tu, di casa Dionisy?

Carlo Borghetti (fissandolo bieco) In casa Dionisy? Stasera?

— Venceslao festeggia il venticinquesimo anniversario della prima rappresentazione dell'Aida. Tutto un concerto verdiano, interessantissim. (Tossisce: poi in falsetto, per tastare il terreno e preparare l'altra notizia dell'invito a pranzo) Io vi condurrò anche Giordano Mari, una persona proprio simpatici.... simpatichissima!

Carlo Borghetti (in collera, strapazza il maggiordomo perchè non trova il «menu»: poi pianta un palmo di muso).

Il Barbarani perde coraggio.

Uno dei commensali lontano (dopo un momento di silenzio) Un concerto? Con questo caldo? Non è finita la stagione dei concerti? (Ancora silenzio: rumorìo tranquillo, moderato, composto di piatti e di posate: i servitori camminano in punta di piedi...)

Un altro commensale. L'Aida! (col lungo sospiro dell'abbonato) Bei tempi per la Scala! La prima dell'Aida, la prima dell'Otello....

Il Barbarani (scattando sulla seggiola) Mai più! (Riscaldandosi) L'Aida del Verdi è stata scritta, nientemeno, per commissione del vicerè d'Egitto, col premio di centocinquantamila lire e rappresentata al Cairo con grande sfarzo nel 1871. Dunque settant'uno e venticinque...

I due commensali insieme. Novantasei!...

Barbarani (a Carlo Borghetti con un filo di voce e di speranza) Domani, per esempio, tu sei capacissimo di ritornare ancora a Pontida e di fermarti, magari, tutta una settimana?