Donna Fanny (gemendo) Ma, Dio mio, come farò?... (ci pensa: l'ha trovata) Sì, va bene; alle due. Per essere libera, inviterò mia suocera a colazione.

Guido Bardi (la lente ficcata nell'occhio; i baffi da gatto più irti che mai, avvicinandosi a donna Fanny colla faccia da volerla mordere: l'ha veduta mezzo nascosta dalla tenda della portiera, ma non ha potuto capire se quell'altro era proprio Giordano Mari) Con lui? Ancora?

Donna Fanny (comicamente tragica) Sì; con lui! (percuotendolo col ventaglio sul braccio: con un'occhiata che lo calma) E col Barbarani! Lui non è stato solo altro che con Emma. Sapete?... È il Sebastiani che mi pare molto in pericolo!

Guido Bardi (ridendo con precauzione perchè gli può cadere la lente dall'occhio) Oh! Oh! Oh! Povero Nino!

Giordano Mari (nell'altra sala, incontrandosi col nobile Barbarani) E l'architetto? Don Carlo Borghetti? Non è ancora venuto?

Il Barbarani. Adesso! Adesso! In questo momento! Te l'ho detto, non è vero, che si è tagliata una mano con una bottiglia?... Cioè con un bicchiere?

Giordano Mari. Andiamo a cercarlo! Mi presenterai.

Il Barbarani (per cavarsela) Non è venuto in sala: appunto, per via della mano fasciata. Ha salutato appena la zia, la signora Letizia, poi si è messo subito a giuocare all'écarté, una partita interessantissima, colla marchesa Gonzales.

— Andiamo anche noi a vedere; così mi presenterai a tutti e due.

Barbarani (imbarazzato) Ti dirò — come vuoi, ma proprio stasera, quel lunatico nervosissimo...