È la terza volta che il Barbarani cerca scuse per ritardare quella presentazione: Giordano Mari, a cui invece preme assai dopo la lettera dell'editore Amodei, dopo certi discorsi fatti a Brera e all'Ambrosiana, e per altri suoi fini particolari, di entrare in amicizia con don Carlo Borghetti, il cugino della signorina Emma, lo guarda, lo fissa diventando serio.
Barbarani (subito) Felicissim... (Tossendo più forte) Felicissimo!... Soltanto, volevo dir questo: un'ora di tête-à-tête colla signorina Emma sul terrazzo; lunghissima conversazione e intimissima, sotto la tenda dei segreti, con donna Fanny... Diventi troppo pericoloso.
Giordano Mari (con fatuità: prendendolo a braccetto) Ormai, passò quel tempo, mio caro. Non sono più pericoloso per le signore.
— Ma sei pericolosissimo per me.
— Per te?...
— Precisamente!... E questa sera, per esempio, non ti presenterei una seconda volta, per tutto l'oro del mondo, nè al poeta, nè al commediografo. — Ohi! Furiosissimo l'Otello! E, per vendicarsi, ha promesso di scrivere un dramma in collaborazione con la contessina d'Arborio. La conosci? No? Quella brutta sagoma, più larga che lunga?... Quell'originale che fa la Sand?
Giordano Mari (vivamente: coll'interesse di chi vuole acquistar cognizioni che, non si sa mai, possono sempre diventare utili) La contessina d'Arborio? Una signorina letterata?
Barbarani (spiritoso) Signorina e letterata... press'a poco.
— È ricca? Molto ricca?
— Questo poi sì. In mancanza di doti, ha una gran dote: un milioncino.