Carlo (di colpo, abbracciandola) Ti amo! Ti amo tanto!
Emma (sciogliendosi con un grido: poi, a mano a mano, fissando Carlo: l'espressione del suo volto diventa triste, dolorosa: i suoi occhi, ad un tratto, si riempiono di lacrime) Tu? Tu? (con maraviglia, quasi con disperazione) Tu? Carlo?
Carlo (supplichevole; come scusandosi, come domandandole perdono) Sì, ti amo tanto!... Sempre.
Emma. Sempre?... E non mi hai mai detto niente?... Non mi hai mai detto niente?
Carlo. Ho sempre pensato di parlare: cento volte sono stato sul punto di parlare. Non ho mai osato. Ero contento di vederti, mi bastava vederti: ecco la mia più grande felicità! Parlando, temevo di perderti, mentre invece non ho mai preso sul serio il tuo matrimonio col Sebastiani. (Con un'alzata di spalle) Tu? con Sebastiani? Non l'ho mai creduto! Certi giorni mi faceva dispetto, ero geloso anche di lui, per la sua sfacciataggine, per le sue arie di intimità, quasi di padronanza; lo avrei strozzato! Ma poi vedevo te così indifferente... mi calmavo, ridevo del Sebastiani, e, dopo averlo trovato ridicolo, pensavo che anche lui, forse, ti amava davvero, e allora mi faceva compassione.
Emma. Ma perchè non me lo hai detto subito? Perchè? Mi volevi bene? Tu? Tu? Ma... io non ci ho mai pensato. Tu?... A me?... Se siamo sempre stati insieme! Mi hai vista sempre!... Anch'io ti voglio bene, molto, molto... (si ferma come interrogando sè stessa, si passa una mano sui capelli, sospirando, stralunando gli occhi) Sì, molto: come a un fratello; ancora di più! Se tu me lo avessi detto prima, forse... Chissà? Chissà? Chissà?
Carlo (fissandola, le prende una mano).
Emma (guardandolo timidamente) Io non sapevo nulla. Ti ho fatto dispiacere? Ti ho fatto del male?
Carlo (tenendole sempre stretta la mano) Sì, molto; adesso. Ma non importa per me. Dimmi soltanto, francamente, lo voglio; adesso è troppo tardi? Ho parlato troppo tardi?
Emma (lo guarda ancora fisso fisso: ad un tratto, si lascia cadere sul canapè, scoppiando in lacrime. Sono quelle lacrime stesse che durante il suo colloquio con Giordano Mari le erano corse tante volte alla gola, e che adesso soltanto trovano libera la via di prorompere, per quel gran dolore del suo povero amico).