Emma. Non so: appena l'ho visto; fin dalla prima volta. L'ho visto così grande! Tanto superiore a me! E la prima volta che mi ha parlato ho sentito... che era padrone lui di me. Mi pareva quasi di dovermi inginocchiare dinanzi a lui.
Carlo. E vi siete veduti... molte volte?
Emma. Due... tre soltanto.
Carlo. E... vi siete detto di volervi bene?
Emma. No, mai, stasera...
Carlo. Stasera sì?
Emma (balbettando). Non domandarmi più niente... più, più; te ne prego. Ora sai tutto (quasi con rassegnazione accorata: quasi col presentimento di dolori misteriosi, lontani) Non parlamene più. Mi fa male; tanto male. Per me... e anche per te.
Carlo (dandole la mano) Sei buona: hai sempre ragione. Ti prego; soltanto questo: dimentica quanto ti ho detto.
Emma. Dimenticare quanto mi hai detto? Ma, Carlo, ti par possibile? Potrei dimenticarlo?
Carlo. Ebbene, anche fra me e te dev'essere come se io non ti avessi parlato... non ti avessi detto niente.