Emma (trasportata fra gli angioli) Sì; per questo.

Giordano Mari (dopo un momento: con un risolino maliziosetto, indicandole Nino Sebastiani) E... dovrei voler bene anche a quello là?

Emma (scotendosi con dispetto) Oh, a quello poi no! (Senza rifletterci) È vero, sa? Prima mi era indifferente; adesso mi è antipatico.

Giordano Mari (che invece riflette molto, riprende prudentemente l'affabilità paterna) Bambina! Sempre... una cara bambina!

Sono interrotti: Emma rimane appoggiata al braccio di Giordano, ma, presa in mezzo da tutta quella gente, deve rivolgere e ricambiare complimenti, ringraziamenti e saluti. Finalmente la calca si dirada e possono avvicinarsi a Carlo Borghetti, che intanto, per rinfrescarsi, ha continuato ad inghiottire champagne frappè.

Carlo Borghetti (molto sudato: stranamente pallido: si avvicina, vuol parlare, vuol sorridere, ma non sa fare che una smorfia).

Emma (arrossendo a sua volta per l'imbarazzo del cugino e sforzandosi per essere disinvolta e per aiutarlo) Il signor Mari non è in collera; anzi, ha per te moltissima simpatia.

Carlo Borghetti (a Giordano Mari: colla voce troppo alta e fuori di tono) Le devo domandar scusa!

Emma (vivamente: si mette il ventaglio sulle labbra, facendogli segno di tacere) Piano! Parla piano!

Borghetti (rauco) Le voglio domandare scusa.