Surgamus ergo strenue,

Gallus iacentes excitat;

Et somnolentos increpat,

Gallus negantes arguit.

. . . . . .

«Dei tristi che rinnegano

Il gallo è accusator!»

Sono inni armonici, canti descrittivi, liriche maravigliose, nella loro semplicità. A te, prendi, leggi il canto del Natale: «A solis ortus cardine — Ad usque terrae limitem». A te il Passio Laurentii martyris (e ad uno ad uno gli passa quei fogli preziosi).

Giordano Mari (li afferra con le dita tremanti, li scorre con uno sguardo rapido, aggrottando le ciglia, fissando gli occhi bramosi, trovando subito la nota, il riscontro, il punto più importante, colla pratica dell'usciere che cerca una cifra in una carta bollata; poi, sempre guardando, esaminando le preziose cartelle, si avvicina, per vederci meglio, alla finestra aperta, mentre il cielo si sbianca sempre più e di lontano, dalla via e dalla casa, giungono i primi rumori, i primi indizi del giorno che ricomincia) Io non sapevo, cioè sapevo, ma non fino a questo punto. Ambrogio poeta...

Carlo Borghetti (a mano a mano dall'abbattimento, dalla cupa taciturnità di prima, passa ad un'espansione vivissima, cordiale, ad un abbandono senza limiti) Ambrogio poeta?... Ma è tutto un tesoro, tutta una rivelazione, una miniera! Semplicità, ispirazione, impeto lirico, fervore sacro...