Emma (tutta rorida, tutta fragrante nell'abitino tutto rosa) Buon giorno!... Buon giorno!... Dio, Dio, come ho dormito tardi! Buon giorno, mamma! (Leggera leggera, quasi di volo, corre ad abbracciare la signora Letizia, che si lascia toccare appena per timore di spettinarsi. Saltando sulle ginocchia del cavaliere Venceslao) Buon giorno, papà!

Venceslao (si asciuga prima i baffi e la barba, poi le offre gravemente le due guance: allontanandola da sè) Adesso, va; siediti al tuo posto e fa colazione; dopo, io avrò da parlarti.

Emma (interrompendolo: sapendo di fargli piacere) E la Perseveranza? Dice qualche cosa? Parla del concerto?

Venceslao (dandole il giornale: sempre assai gravemente) Un articolo fatto bene. Non ha dimenticato nessuno. (Riprendendo, mentre sceglie un altro panino arrosto, il discorso di prima) Poi verrai con me nel mio studio: discorreremo a lungo.

Emma (mentre il cameriere, che è rientrato, le prepara la colazione, apre e scorre il giornale).

Venceslao. Ho da farti le mie osservazioni per ieri sera.

Emma (d'un tratto: vivamente) Fiasco!... La commedia di Nino Sebastiani ha fatto un gran fiasco! (Leggendo forte) «I cavalli del sole», dramma in tre atti di Stefano Sebastiani al Costanzi di Roma: — primo atto, silenzio: secondo, interruzioni, mormorii: terzo, disapprovazioni insistenti. Il dramma, ibseniano nel concetto, sembrò troppo ingenuo e prolisso nello svolgimento» Oh, povero Sebastiani!

La signora Letizia (alzandosi sulla poltrona: a Venceslao: marcatamente) Ma... ma tu non avevi letta la Perseveranza?

Venceslao (stupito) Io, no... cioè sì. (Dopo un momento, sentendo gli occhi di sua moglie sopra di sè, e volendo rimediare alla propria inavvertenza, riprende con calma tutta la maestà dell'uomo superiore) Fischiato?... Che cosa vuol dire? (Stringendosi un po' nelle spalle) E la prima del Nabucco? E la Traviata a Venezia? Fischiato? Il dramma, come si chiama?

Emma. I cavalli del sole.