Il giorno dopo essa non uscì dal suo quartierino, nemmeno per scendere a pranzo; ma il Della Valle non si perdette d'animo; e trovato il momento nel quale Lalla era andata in chiesa con miss Dill, e Prospero stava meditando sullo Spettatore, si fe' coraggio e salì solo solo in cerca della duchessa.
L'uscio del salotto era socchiuso, e dalla fessura egli potè scorgere Maria appoggiata alla finestra, che gli voltava le spalle, e allora, ricordandosi che quella donna per tanti anni era stata come una sorella per lui, entrò risoluto, chiamandola per nome.
Maria guardava il mare, ma era pur sempre fissa ne' suoi tormentosi pensieri, quando udì la voce di Giorgio, gittò un grido, e si voltò come spaventata.
—Che volete?…—Come siete qui?… Perchè?… Come siete entrato?…
—Non mi sono fatto annunziare perchè temevo, in tal caso, che non mi avreste ricevuto—rispose il Della Valle, non senza amarezza.
—Scusate, ma…
—Noi due, non ci conosciamo da ieri, Maria, ma da molti anni. Fummo sempre come fratello e sorella. Perchè oggi non dobbiamo più essere… nemmeno due buoni amici?
—Ma…
—Vi cerco, e voi mi fuggite sempre?… Vi domando un colloquio, e voi me lo rifiutate?
Maria, tanto si sentiva commossa, si lasciò cadere sopra una poltrona ch'era vicino alla finestra. La tenda, dapprima sollevata dalle sue mani, calò giù, distesa, e il salottino rimase al buio.