—Ma io, io non posso…

—Voi potete tutto, e perciò è a voi che io mi rivolgo. Ritornate buona con me e… e se un giorno vi ho offesa, se un giorno ho potuto spiacervi difendendo troppo vivamente chi aveva dei gravi torti verso di voi, perdonatemi, se non altro, in conto delle mie buone intenzioni; perdonatemi, e ritornate mia sorella oggi, per essere mia madre domani, perchè oggi è a mia sorella ch'io mi rivolgo pregandola di chiedere formalmente per me, al duca e alla duchessa d'Eleda, la mano della loro figliuola. Amo Lalla come non ho amato mai, come non sapevo, come non sospettavo neppure che si potesse amare; e nel ricambio di questo affetto è riposta ora, e per sempre, tutta la felicità, tutto lo scopo della mia vita, e la mia vita istessa.

Detto ciò, il Della Valle, baciata ancora una volta quella mano fredda, ghiacciata, ch'egli teneva stretta fra le sue, si ritirò inchinandosi profondamente, e lasciò sola Maria, volendo rispettare quel momento tanto solenne e grave per il cuore di una madre.

Maria, rimasta sola, strinse la fronte come per riordinare le idee, e il cuore, quasi per ispremerne l'affanno. Oh! l'ideale ritornava bello, alto, puro; ma ritornava tale mentre le chiedeva la mano di sua figlia.

Povera donna!… Povera donna!—Che cosa avrebbe fatto?—Suo primo pensiero fu quello di rispondere al Della Valle con un rifiuto; ma quale ragione, quale pretesto avrebbe potuto adoperare?

Ogni madre sarebbe stata lieta ed orgogliosa di concedere in isposa la propria figlia al conte Della Valle… e lei no? Perchè?… perchè essa lo amava? perchè il Della Valle era il suo amore segreto? Ma ciò essa non poteva, non doveva dirlo ad alcuno! E così, colpevole come donna, colpevole come moglie, si sarebbe fatta colpevole anche come madre, sacrificando a quel suo amore, l'avvenire e la felicità della propria figlia?—Combatti, combatti sempre—le aveva detto don Gregorio, e allora la tua passione non sarà una colpa ma un esempio.

Combattere? ma chi gliene avrebbe data la forza? Fuggirlo, non vederlo mai più, soffocare l'amor suo, soffocando anche il proprio cuore, uccidendosi a poco a poco, questo avrebbe potuto fare; ma dare in isposa la propria figliuola all'uomo ch'ella stessa amava, che adorava in segreto, oh era troppo pretendere da lei, e davanti a quel sacrificio enorme, mostruoso, il suo cuore, la sua mente, il suo sangue, tutta lei si ribellava e aveva diritto di ribellarsi; ma come fare?… come fare?

E così, povera donna, il rimorso, l'amore, mille dubbi angosciosi l'agitavano, la torturavano con assalti nuovi e spietati! Oh! s'ella avesse potuto morire in quel giorno!… Ma a poco a poco, dopo qualche ora di strazio, ritornò la pace al suo spirito. Riflettendoci bene, pensò che Prospero non avrebbe acconsentito a quelle nozze; no, no, certamente. Egli non avrebbe mai concessa la mano di Lalla al suo fiero avversario, al suo competitore, al suo vincitore; e Maria, affidandosi a quel soccorso insperato, volle subito uscire da ogni incertezza, fece chiamare il marito, e superando a stento la propria commozione, gli espose la inaspettata domanda del conte Della Valle.

—E tu, cara, tu che cosa gli hai risposto?…

—Io?… nulla; ma credevo, temevo che… che tu…