—No, no,—insisteva l'altro,—voi non mi dite tutto; no, non posso ingannarmi, vi conosco troppo bene. Forse, adesso, vi siete ricreduta, forse adesso mi avete quasi perdonato, e soltanto per il grande amore che sento per vostra figlia.
—Sì, sì; vi sono molto riconoscente di… del vostro affetto per
Lalla; per mia figlia. Giuratemi, giuratemi che l'amerete sempre così!
Giorgio, premendole il braccio, la guardò lungamente, in un modo che valeva assai più di qualunque risposta.—Voi credete, non è vero, che al di là… Voi credete che ci sia un al di là?
—Oh, se ci credo!—rispose Maria levando al cielo gli occhi umidi e lucenti, con un'espressione che rivelava tutto il suo favore e tutta la sua fede.
—Ebbene,—continuò Giorgio, indicando Lalla amorosamente—anche al di là… io l'amerò sempre così, perchè la mia anima è piena di lei, come il mio cuore.
—Grazie… grazie.—Ma la poveretta non potè continuare, interrotta da un urto di tosse forte e doloroso come un singulto.
Giorgio si fermò guardandola colpito.
—Vi sentite male?
—No, no; è passato;… anzi, mi sento meglio; molto meglio. Le vostre parole… il sapere che voi amate mia figlia… Sono contenta, mi sento tanto felice—è la mia gioia più grande, questa; è la gioia che mi farà forse, guarire.
—Allora, in cambio della mia promessa, ne voglio un'altra, da voi.