Alla vigilia della partenza, il conte Della Valle avea detto alla moglie che la Nena si era licenziata per ritornare a Santo Fiore, dove la chiamava, sul momento, una lettera della Pierina. Giorgio aveva temuto con quella notizia di darle un dispiacere, ma invece Lalla, dopo aver finto la più grande maraviglia, si era accomodata subito, e benissimo, con un'altra cameriera: infatti era stata Lalla medesima che aveva imposto alla Nena di licenziarsi e di ritornare a Santo Fiore, con una scusa qualunque.
Povera Nena!… Non fu rimpianta nemmeno dal cavaliere Frascolini. Allontanandosi lei, si allontanava anche il pericolo di doverla sposare; poi era diventata musona, bisbetica… faceva bene a cambiar aria! In verità, non si potevano più vedere, si facevano ribrezzo l'un l'altro, e avevano finito coll'odiarsi. La Nena non aveva detto a Sandro che il tiro della lettera anonima era andato fallito, temendo che ne preparasse uno più sicuro, ma invece questo pericolo non c'era. Il Frascolini, che aveva aspettato colle orecchie tese lo scoppio della bomba in casa Della Valle, quando i giorni passarono tranquilli e silenziosi senza nessuna novità, si era assai maravigliato, trovando che anche il conte Giorgio, quel tentennante stinto, era un marito di buona pasta, ma poi, in fondo all'animo suo, non ne aveva provato gran dolore… Anzi, gli seccava di aver scritto quella lettera e, quantunque giurasse e spergiurasse seco stesso di essere stato il rappresentante del dito di Dio, un'altra volta, forse, non si sarebbe data la pena di tornare daccapo, e avrebbe lasciato che il gran dito facesse da sè.
Il viaggio da Borghignano a Genova fu per i Della Valle e i d'Eleda tutt'altro che allegro.
Il duca Prospero era convulso e dimostrava, per quella partenza, per quel distacco dalla sua figliuola e dal suo caro Giorgio, un dolore vivissimo. Diceva sospirando, ma non era sincero nel dirlo, che aveva il presentimento di non più rivederli!… Invece la duchessa Maria, che sentiva davvero che sarebbe morta prima di ricongiungersi a Lalla, a Giorgio, non ebbe mai una parola in tutto il viaggio, mai un sospiro, come non ebbe mai una lacrima negli occhi accesi dalla febbre. Giorgio, essa pensava, avrebbe trattenuta Lalla a Nervi chi sa per quanto tempo! Il suo studio, il suo pensiero fisso non era quello di allontanare Lalla da lei? E per poco che egli ci fosse riuscito a trovare scuse… era finita.
Anche il Della Valle doveva sentirsi seccato, impacciato, e certo non vedeva il momento di essere a Genova e che i d'Eleda fossero imbarcati; la presenza della suocera lo rendeva nervoso, lo faceva star male.
Lalla era angosciata dal rimorso, era tenuta in soggezione, era umiliata dalla muta presenza di sua madre, ed oltre a ciò soffriva uno strano timore, quello di non poter fuggire fino a Nervi, senza che Giorgio arrivasse prima a scoprir tutto. Lalla non era più tentata dall'idea di buttarsi alle ginocchia di suo marito e di confessargli tutto; oh no, no. Ad ogni costo voleva apparire come egli la credeva, pura, innocente; perchè lo amava e voleva essere riamata. D'altra parte, non era solamente la sua felicità, ma era la felicità di suo marito, era l'esistenza di Giorgio, che difendeva dissimulando in tal modo; e la mamma… la mamma, se si sacrificava e taceva… taceva e si sacrificava perchè voleva bene a tutti e due. Sì, sì, l'orgoglio, la consolazione, la gioia di salvare quella pace, quella felicità era tutta della mamma e non gliela voleva togliere. Lei era cattiva… e vile; sì, vile; ma che importa? Voleva essere amata!…
Il viaggio, fra tutta quella gente, le faceva paura. Le pareva che in mezzo al frastuono assordante, dovesse alzarsi un grido od uno scroscio di risa contro di lei, per tradirla. Temeva che la mamma, nel momento supremo del distacco, potesse perdere il coraggio, e pregava Dio, pregava la Vergine buona, perchè aiutassero la mamma; e finalmente, in quell'agitazione d'animo, le pareva, ad ogni fermata del convoglio, di vedere il Frascolini avvicinarsi ad un tratto al loro coupé per coprirla d'insulti e smascherarla. Era una paura sciocca, stupida; ma tant'è, la teneva inquieta e agitata; e sotto la tettoia della stazione di Alessandria, mentre aspettavano il treno da Torino, poco mancò non desse in un grido, tanto le era sembrato di vederlo davvero il Frascolini, muoversi gesticolando in mezzo ad un gruppo di persone che le veniva incontro.
Che sciocchezza!… Ma però che sgomento le avea messo in cuore.—E Giorgio?… Giorgio non avrebbe potuto leggere la verità sul volto stesso della mamma?… In quel suo dolore così cupo, così profondo?… Insomma tutto il viaggio, fu un viaggio triste, penoso, che non finiva mai.
Giunti a Genova, stettero insieme fino al momento in cui il Newton levò l'ancora per la Sicilia. Un poco prima i Della Valle accompagnarono i d'Eleda, in canotto, fino al battello, e lì ricominciarono i saluti; ma allora, nel momento di separarsi, Lalla ebbe uno slancio improvviso che le fece dimenticare tutte le ansie, i timori di prima ed anche il suo amore, vinta e trascinata da un impeto di gratitudine che le proruppe dal cuore per la mamma buona, per la mamma santa, e abbracciandola stretta e baciandola si abbandonò ad un pianto dirotto e poco mancò in quel momento, che non si tradisse da sè sola. Ma il dolore di Maria si mantenne muto e forte, quantunque un ultimo spasimo l'aspettasse anche in quell'ultimo addio. Giorgio aveva abbracciato il duca Prospero, che ansimava cogli occhi gonfi, e doveva salutare, doveva abbracciare anche la duchessa; ma si sentiva di ghiaccio, non sapeva come fare; si sforzò, volle risolversi e poi, quando le fu vicino, invece di abbracciarla, indietreggiò, stendendole la mano. Maria la toccò appena, salì in fretta sul battello e incespicò nel vestito: quel nuovo colpo l'aveva stordita.
Giorgio e Lalla partirono per Nervi la sera stessa. Soli, soli, in un coupé colle finestrelle aperte, dalle quali entravano grandi ondate d'aria sana, dimentichi di tutto quanto avevano sofferto, si tenevano l'uno vicino all'altra, stretti insieme, come due innamorati da un mese, il conte Della Valle discorreva con sua moglie di molte cose, animandosi e sorridendo coll'allegria d'un fanciullo; discorreva dei loro disegni per l'estate, della vita tranquilla che avrebbero condotto a Nervi, della Giulia che doveva annoiarsi parecchio in compagnia della Bertù e della Calandrà; e Lalla lo ascoltava sorridente, silenziosa, tutta abbandonata sul petto del suo Giorgio, così ch'egli ne sentiva ogni respiro, ogni fremito. Aveva la bella testina sulla spalla di lui e gli occhioni scuri, fissi in quel profondo infinito del mare. Ella si sentiva consolata e le pareva di rinascere, avvolta dall'aria fresca e umida, che le bagnava i capelli come una rugiada e che le ricreava i sensi cogli odori acuti delle alghe marine e colla fragranza dolce degli aranci e delle acacie. Il treno correva via sbuffando e fischiando, ma non interrompeva la gran calma della notte, e a Lalla pareva di essere sola col suo Giorgio, in una solitudine immensa, e si sentiva beata. Sandro, il Vharè, la Nena, Pier Luigi, erano ormai lontani dal suo spirito, al di là di quel mare, al di là di quelle onde scintillanti come pallide fiammelle, erano laggiù, in fondo in fondo, sepolti nel buio della tenebra densa e infinita. Lalla, non sentiva più nulla, delle pene sofferte, più nulla, nemmeno il rimorso. In quel vasto silenzio d'ogni voce umana, il frastuono delle onde, misurato come una cantilena, si univa al gorgheggiare dell'usignuolo, al canto del grillo, ai mille stridori degli insetti, al rumorio della scogliera, al sussurro del vento e formava un'armonia sola, amorosa e voluttuosa, che Lalla sentiva nell'anima e sentiva nei sensi, mentre l'aria tepida e fragrante, sollevando atomi d'acqua dalle onde che s'infrangevano, pareva le portasse sulle guance, sul collo, sulla bocca, il bacio umido del mare. Allora si sentì correre intorno tanta felicità quanta non ne avea mai sognata, e d'improvviso, abbracciando Giorgio, stringendolo, fissandolo cogli occhi raggianti d'amore, gli mormorò coi più lunghi fremiti:—T'amo, sai! T'amo, t'amo!…—finchè gli ricadde stanca, sfinita sul petto.