—Ho… non ho nulla; ma, adesso che sai tutto… se mi amassi davvero avresti dovuto uccidermi colle tue mani… con un colpo solo… strozzarmi.
Giacomo tacque, confuso. Non sapeva che cosa rispondere: quella donna aveva ragione e valeva assai più di lui.
Pagate le cambiali, venduto in blocco tutto ciò che gli era rimasto, il Vharè, già quasi abituato alla nuova condizione, se ne andava per sempre da Borghignano. dopo aver chiuso l'ultima volta il suo quartierino, che non era più suo. Ma in fondo alla scala, vide il vecchio servitore che lo aspettava muto, con una gran tristezza impressa sul viso; aveva le scarpe rotte e il berretto, che teneva in mano, perdeva la fodera. Il pover'uomo, fissava il marchese coll'occhio di un cane che sia stato maltrattato ingiustamente dal padrone.
Giacomo si fermò di botto, battendogli sulla spalla.—Hai fame, non è vero?—gli chiese frugandosi coll'altra mano nei taschini del panciotto.
—Nossignore…
Giacomo contò il danaro di cui poteva disporre: era pochino assai. Ma, in quel momento, mentre pensava di ricorrere all'Andreina, perchè il vecchio avesse tanto da poter campare un paio di mesi, gli cadde sott'occhio l'anello che gli aveva regalato Lalla; la turchina colle rose d'Olanda. Egli non lo aveva mai venduto quell'anello, nemmeno nei momenti più difficili, per una di quelle ripugnanze che erano fra le anomalie del suo carattere di gentiluomo pervertito. Rimase un istante sopra pensiero, guardandolo, lisciandolo e poi borbottò:—Infine, posso ben dire che mi ha portato sfortuna!—Se lo levò dal dito risolutamente, lo unì al danaro e diede tutto al servitore.—Prendi, con queste poche lire e con questo anello avrai da vivere, non allegramente, ma insomma tanto da poterla tirare innanzi per un po' di tempo. Appena saremo… sulla piazza,—e il Vharè sorrise, come aveva fatto prima con Andreina, in un modo che pareva una smorfia;—appena saremo arrivati sulla piazza, ti manderemo il resto. Mia madre, forse, ebbe torto di mettermi al mondo, ma tu, che l'hai servita fedelmente, non devi crepar di fame. Piangi?… Non credi alla mia parola?
—No, no, signor marchese; non è per ciò; ma… sono tanto vecchio…
Chi sa se potrò vederlo ancora?…
A queste parole, cessò d'un tratto il riso forzato, schernitore del marchese Giacomo: egli battè un'altra volta sulla spalla del buon vecchio:—Sì, sì. Ci rivedremo ancora, ci rivedremo!—gli disse. E se ne andò in fretta, perchè si sentiva commosso.
Con tutti gli amici e con tutte le donne che lo avevano amato, con tutti i sorrisi, gli amori e le fortune della sua vita, l'unico che lo avrebbe ricordato e rimpianto sarebbe stato quel povero vecchio… il suo servitore.