—Colla prima dispensa, rispose Andreina tornando ad arrossire ed a turbarsi.

—Con un assegno, non è vero? Perchè una somma così forte non si manda mai in una lettera assicurata.

—Sì… un assegno… sulla Banca Nazionale.

—Sulla Banca Nazionale? E ti venne scontato a quest'ora… Sono le nove e mezzo appena e la cassa non si apre prima delle dieci!

Andreina abbassò il capo, confondendosi sempre di più; quelle domande la imbarazzavano assai; non le aveva prevedute!… Giacomo indovinò, comprese tutto in un attimo, e stringendo Andreina per le braccia, la scosse violentemente. Di', rispondi, rispondi,—balbettò con voce rauca,—rispondi senza mentire. Voglio saper tutto!… Da chi hai avuto questo danaro?… Da chi?

Andreina, non rispose; ma scoppiò in un singhiozzo quando l'altro le sussurrò un nome all'orecchio. Non era più possibile mentire. Giacomo si fe' bianco in faccia; Avrebbe voluto percuotere quella donna, stracciare tutto quel danaro infame! Ma dopo l'impeto della prima commozione, calmandosi un poco, pensò che quella donna si era sacrificata per lui, che quel danaro, per quanto fosse infame, rappresentava pure la sua onorabilità e che lo salvava dall'essere accusato di truffa…—Non c'era altra via di scampo. Se voleva salvare il suo onore, o almeno salvarsi dalla prigione, bisognava accettare il prezzo di quel lurido mercato!… Giacomo lottò a lungo col cuore, coll'orgoglio, che gli si rivoltavano… poi, infine, sospirò profondamente, strinse Andreina sul petto e le sfiorò appena i capelli; ma con grande sforzo: senza guardarla.

—Che?… Mi baci?—esclamò la poveretta allontanandosi e fissandolo con uno sguardo in cui, oltre alla meraviglia, c'era dell'amarezza, e quasi della paura.—Mi baci?

—Povera donna!… hai voluto salvarmi!

Ella continuava a fissarlo con un'espressione indicibile di stupore e d'angoscia.

—Ma perchè mi guardi così?… Che hai?…