—È necessario…
—Non credo… ascoltami, cara—e Prospero Anatolio prese e strinse con tenerezza la mano di Maria,—ti supplico, interroga il tuo cuore, e dimmi se…
—No, no!—interruppe la duchessa—il cuore… non c'entra. Raccomandiamoci invece allo spirito di tutti e due, per non essere costretti a spiegazioni che è meglio lasciare sottintese.
—No, sei in errore, Maria; il tuo cuore e il tuo amor proprio avranno da guadagnare da una mia confessione intera e sincera.
—Non ti comprendo.
—Non vuoi comprendermi, piuttosto. Mi hanno accusato, mi hanno calunniato, lo capisco benissimo: mi hanno accusato, e tu mi condanni subito, alla cieca, senza volermi ascoltare, senza concedermi nessuna difesa!
—Non ci furono nè accuse, ne calunnie… Io non ti condanno, e non so davvero che cosa tu mi debba confessare.
Prospero Anatolio capì di essere andato troppo oltre; ma il ritirarsi era ormai impossibile.
—Perchè dunque vuoi partire così subito e così
improvvisamente?
—Ciò riguarda me sola.