—Certo non sarebbe opportuno; tenterò io.

Il conte Della Valle era buono: Prospero Anatolio aveva bisogno di lui, e ciò bastava perchè questi ottenesse l'indulgenza del giovanotto.

—Quando credi che io vada dalla duchessa?

—Anche subito, non c'è tempo da perdere.

Si concluse che il d'Eleda si sarebbe fermato là ad aspettar le novelle.

Come quell'altro aveva fatto prima, adesso anche Giorgio, durante la corsa, studiava tranquillamente il suo piano, non immaginandosi certo di quante commozioni doveva essere feconda, per la povera donna che gli voleva bene, quella visita così inaspettata.

Appena Lorenzo annunziò il conte Della Valle a Maria, ella si fe' pallida in volto e tutto il sangue le corse al cuore. Pensò di non riceverlo, ma poi riflettendo che in tal caso egli sarebbe tornato, disse a Lorenzo di farlo entrare.

Uscito il servo, sedette per meglio nascondere il tremito convulso da cui era presa; le bastò un minuto per padroneggiarsi, per ricomporsi, e quando Giorgio fu innanzi a lei, la sua voce era tranquilla, la sua mano era ferma. Il giovanotto trovò Maria mutata,—diversa dal solito—la trovò più sostenuta, e, quando egli disse la causa di quella sua visita, fu costretto a notare in lei un vivo malcontento.

—Se io vi parlo di ciò, lo faccio perchè ne fui pregato da Prospero e perchè sentirei di essere per lo meno sconoscente se mi tenessi estraneo a quanto succede nella vostra famiglia.—Giorgio, a mano a mano, sempre più accalorandosi, fece la sua brava difesa, tentando tutti gli argomenti. Parlava col cuore ed era eloquente, perchè in lui la sicurezza di fare un'opera buona suppliva il difetto di convinzione. Maria non parea persuasa, e neanche commossa; ma dentro di lei c'era un cozzo di affetti, una battaglia angosciosa, indescrivibile. Giorgio le inondava il cuore di una gioia suprema, rivelandosi come lo aveva sognato, onesto, nobile, generoso; ma, nel confronto ch'era costretta a dedurne fra lui e suo marito, confronto che terminava coll'essere troppo favorevole al cugino, la coscienza, giudice severissimo, le faceva scontare quella gioia, rimproverandola, quasi fosse una colpa.

Perchè mai lo aveva fatto Iddio così buono, così diverso da tutti gli altri?… Se invece di difendere con tanto calore suo marito, egli lo avesse accusato tentando di volgere in suo pro la collera della moglie tradita: se invece di confortarla al bene, avesse tentato di sedurla al male, allora… oh, allora, infranto l'ideale, il suo cuore avrebbe riavuta la pace.