—Ma che dice mai?… è un onore, un onore grandissimo. Peccato che non sia mattina di buon passo… Entri entrino… Nando, marmotta! pulisci la panca. Compatiranno; si sa bene, se lo avessi saputo prima… ma qui siamo alla militare, sans façon, come si dice!…

Miss Dill fece il suo ingresso nel casotto, come sarebbe entrata in una cattedrale; dura, impettita, cogli occhiali sul naso, che arricciò di molto per la puzza di pollina.

Lalla, invece, indugiò all'aperto con Sandrino, facendosi dire il nome dei vari uccelletti e chiedendo un'infinità di perchè a proposito degli allettaioli, delle reti e degli zimbelli.

Lalla, quel giorno, era proprio carina, carina assai. Indossava un vestitino bianco, succinto, di squisita eleganza. Il collo era nascosto dalla sciarpa di pizzo, il mento quasi sprofondato nel fiocco; in testa un cappello strano, ma di buon gusto… Una specie di panierino capovolto, stretto alle tempie, circondato, quasi coperto da un foulard scarlatto; così che il musetto vispo, furbo, freschissimo, si scorgeva appena. Bene però le si vedevano gli occhi vispi e pungenti di sotto la lunga tesa del cappello. La candida rotondità del braccio appariva, essendo brevi le maniche del vestito, fra i ricami di un mezzo guanto di reticella che, quasi toccava il gomito colle manopole; e il braccio bellissimo si movea di continuo dinanzi agli sguardi di Sandro, avendo la fanciulla qualche nuovo oggetto sempre da indicargli coll'ombrellino.

Così avviluppata, quella creatura vaga, flessuosa, sottile, era tutta una seduzione, perchè era tutta un mistero: dai capelli che le scendevano sulla fronte come una frangettina di ricciolini, e dei quali si sentiva penetrante, soavissimo il profumo, fino al piccolo piede che compariva e spariva leggiadramente, chiuso serrato nelle ghette di lino.

—Sa?… Temevo quasi di riuscirle importuna.

—Come?… lei?…—esclamò il giovane, con stupore.

—Alle volte, non si sa mai, avrebbe potuto averci visite, o aspettarne qualcuna.

—Visite, quassù, al roccolo?!

—Via… non faccia tante meraviglie; la Nena, sa, mi ha detto tutto.