Alessandro stava apparecchiando uno di quei non capisco, i quali, se esprimono il contrario di quello che dicono, servono, nulla di meno, per rispondere qualche cosa, quando opportunamente capitò fuori la miss.
—Poveri uccellini—interruppe Lalla, che l'aveva veduta colla coda dell'occhio—poveri uccellini, come devono soffrire legati a quel modo!—Dal brusco cambiamento della sua interlocutrice Alessandro capì benissimo che non doveva continuare il primo discorso e le fece subito una dissertazione tecnica sulla braca.
—Le dobbiamo ancora le nostre congratulazioni per la sera di beneficiata; ma non è colpa nostra… lei non si lascia più vedere.
—Bene, bravo; bisogna correggere però il vostro costume dell'ultimo atto. Manca di proprietà; lo ha detto anche don Vincenzo.
—È indicato così nella commedia.
—Cattivo, cattivo; mi ha fatto piangere tutta sera—continuò Lalla, che non aveva versato nemmeno una lacrima.
—Oh! duchessina, si sa bene, da noi, poveri dilettanti, si fa… come si può…
—Non le è mai venuto in mente di far l'artista?
—A me no—rispose Sandrino—quantunque l'organista mi abbia assicurato che avrei una bella voce da tenore.
—Oh, oh, per il teatro ci vuol altro—concluse miss Dill, la quale, per dire gentilezze, parea fatta apposta.