—Come si fa? non avevo pensato che qui non si sentisse la musica: e poi, sa, ho imparato da lei a non essere di parola; da un mese, non mi manda più un libro.
—Ma… io… io non…
—Non ho tempo di pensare a lei.—Questo mi vuol dire?
—No, no, mi creda. Se lei sapesse che cosa provo in questo momento…—e il giovane s'interruppe. Lalla lo fissò coi suoi occhi lucenti, pieni di interrogazioni; ma il giovane non rispose.
—Se domani le mando la Nena, si dimenticherà ancora di prepararmi i libri?
—No.
—Davvero? mo lo promette? Non si dimenticherà di… Non si dimenticherà?
Che cosa voleva dire la signorina? Che cosa gli raccomandava di non dimenticare?
—Le giuro… non potrei… Mi ricorderò: lo prometto!—rispose Alessandro con vivacità, e tutti e due perdettero di nuovo la parola; ma questa volta si guardavano tutti e due negli occhi.
—Già—disse Lalla dopo un momento—come vuole che la signora Ottavia possa essere gelosa di me?… Il giovane tacque, e guardandola sempre, trasse un profondo sospiro.