—E… lei, vuol proprio bene, lei, a quella signora?

—Non so.

—Non sa? Bel caso!—esclamò Lalla ridendo con uno di quei rapidi passaggi che mostrano la volubilità del carattere.—Bel caso! a Santo Fiore, saranno in due soli a non saperlo: lei e… e un altro.

—Orbene, sì; non voglio più oltre mentire: ma pur confessandole che un giorno, ieri, ancora questa sera, ho potuto credere di voler bene all'Ottavia, le giuro per altro che amarla, amarla proprio coll'anima, non l'ho amata mai. Io non so, non posso spiegarmi; ma capisco, sento benissimo che una fanciulla soltanto può ispirare tanta sublime poesia!… Una fanciulla casta, ingenua che, amando, non commette una colpa, e non la fa commettere; una fanciulla che si può adorare e stimare, superbo, orgoglioso di lei, apertamente, sotto la faccia del sole, perchè l'amore ha bisogno della luce come la vita!…

—Una fanciulla che fosse bella, buona… la Pierina, poniamo?

—Oh, no!—esclamò il filodrammatico, colto così, all'impensata.—La
Pierina no; è bella, ma non mi farebbe battere il cuore.

—La Rinaldini?… ah quella le piace. Non la ricorda la cugina del marchese Rho?

—No, no; nemmeno…

—Allora sa che cosa le devo dire?—Io me ne lavo le mani; è troppo difficile da contentare. La Pierina, no, la Rinaldini nemmeno; come la vorrebbe dunque?…

—Come la vorrei?…—e il povero Sandrino, al quale il freddo della sera aveva fatto un po' di bene, s'interruppe quasi atterrito di ciò che stava per dire.