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Le due parti s'eran date convegno, per il duello, in un tratto di terreno abbandonato che si distendeva al di là del Camposanto.
Ghegola e Aimoni vi giunsero quasi nello stesso punto. Aimoni un po' pallido, serio, ma sicuro; Ghegola saltellante, sorridente, con una parlantina ed una disinvoltura tutt'altro che forzata, distribuiva saluti e strette di mano ai medici, ai testimoni dell'avversario, e per poco, nell'effusione, non complimentava anche il brumista che l'avea condotto sul luogo.
Intanto i padrini si occupavano dei preparativi, e dopo misurata la distanza, fissarono i duellanti l'uno di fronte all'altro. L'Aimoni, colle braccia incrociate, si manteneva grave, taciturno; Ghegola, sempre sorridente, si arricciava i baffetti. Però ci fu un momento, anche per lui, di una dolorosa perplessità: cioè quando vide tutti e quattro, i due padrini e i due testimoni, riunirsi per caricar le pistole. Ghegola si sentì correre un sudor freddo per il corpo e mancò poco non scappasse via. Fortunatamente in quel punto i due testimoni si allontanarono, uno per indicare ai medici dove dovevano mettersi, l'altro per avvertire i fiaccherai che s'eran di troppo avvicinati. Foscarini, allora, rimasto col secondo dell'Aimoni, sbirciò Ghegola con un'occhiatina che gli rimise il fiato in corpo e gli ritornò il colore sulle guance.
Caricate le armi, i due padrini si avvicinarono e le misero in pugno ai loro primi, che col braccio piegato ascoltarono le solite raccomandazioni, senza batter ciglio.
—Attenti!—gridò Foscarini, e fece l'atto di cominciare a batter le mani.
Ghegola tranquillo, impassibile, continuava a sorridere. Era bello di coraggio e d'audacia; tanto bello, che lo stesso Aimoni si sentì costretto ad ammirarlo.
—Attenti!—grida Gianni per la seconda volta.—Uno!… Due!… Tre!—Ghegola pronto tira il grilletto…. il colpo parte…. Aimoni, colpito, gira su se stesso, poi cade fra le braccia del suo padrino.
Foscarini, i medici, i testimoni, gli corsero tutti d'intorno per soccorrerlo; soltanto Ghegola non si mosse.
Egli s'era fatto bianco, quasi livido: pareva un cadavere. Gli tremavano le gambe, il terreno gli cominciò a girare sotto gli occhi, poi tutto all'intorno gli alberi vicini e le colline lontane; e finì anche lui col cader per terra, senza dir motto, lungo disteso.