—Punto…. ma non è bella la vita!

—Si potrebbe sapere che cosa…. Jolanda ha fatto di male?

Il servitore serio, impalato, che teneva aperta la porta impediva a
Michele di spiegarsi chiaro.

—Ah, contessa!—le rispose con aria diplomatica—Jolanda fa sempre e tutto bene.

Il peggior passo, quello dell'uscio, fu consumato: l'onore era salvo.

Però il nostro eroe, subito, col freddo della strada, sentì un sincero rincrescimento pel coraggio dimostrato; ma ormai, pur troppo, era inutile il pianto; ritornare indietro non si poteva più!… Allora, guardando atterrito nell'avvenire che gli si preparava, provò la sensazione di un vuoto così squallido, così debilitante, da essere costretto a chiudere gli occhi perchè lo prendevano le vertigini. Ritornò a camminare dinoccolato, sentendosi dentro una prostrazione tale come s'egli si fosse appena rimesso da una lunga malattia. Invece la covava addosso, la malattia; erano bastate quelle poche ore a minare la esistenza di lui; e mentre prevedeva i suoi proprî e prematuri funerali, mentre figurava la sua tomba bianca con un bel monumentino sopra, rappresentante l'amore che uccide, sentiva ripetersi in cuor suo, profondo, il melanconico lamento di Edgardo, e a mezza voce, convinto, mesto, rassegnato, canticchiava anche lui, il buon Michele—Mai non passarvi, o barbaraDel tuo consorte allato.—Qui, l'allato, si sa bene che invece di essere un consorte era un capitano, ma la situazione rimaneva la stessa.

Il povero infelice non aveva mai amato Lavinia, come allora che non l'amava più!—Era bellina tanto in quel suo abito così bene attillato!… Civetta!… Le mancava affatto il cuore, le mancava; ecco il suo difetto! Lo avrebbe tradito, avrebbe aspettato a riceverlo alle due suonate, s'ella avesse avuto solamente un po' di cuore?—In quel punto egli passava dinanzi al Caffè di Londra: vi entrò per ammollire con una limonata l'arsiccio della gola e si incontrò là dentro, per l'appunto, con un frequentatore platonico della contessa Lavinia.

—Di' un po', Michelino, la contessa sta in casa stasera?

—No, va all'opera, credo.

—Sai il numero del suo palco?