—Sissignore….
—Nemmeno una riga! stup…. no! tanto meglio, così sono libero finalmente—e il buon Michele tirò un sospirone che voleva essere di sollievo, ma che invece sembrava un rantolo.—Era la schiavitù dei negri tale e quale: tutti i santissimi giorni dalle due alle cinque e dalle nove alle dodici comprese le domeniche!… Stasera mi divertirò come uno scapolo al Circo Americano; farò la corte a madamigella Fayler e sconcerterò il suo esercito di adoratori….
—Signor conte! signor conte!
Michele si volse e vide il suo portinaio che gli correva dietro con una lettera in mano.
—Ah! ecco! lo dicevo! m'ha scritto! Intanto è la prima a cedere!
Il volto gli si colorì improvvisamente…. ahimè! Si accorse subito che non era una lettera di Lavinia; era un fornitore che lo pregava, stante gli impegni della fine del mese, di rimettergli prontamente il saldo della fattura già da tempo consegnata, in lire 1268 75.
—E sempre al verde questo animale!—Cacciò la lettera in tasca e ritornò a pensare alla contessa.
***
Al Circo Americano non si divertì come aveva sperato. Trovò madamigella Fayler attorniata da una dozzina di giovanottini che la corteggiavano, offrendole dei fiori e dei cartocci di marrons glacès. Michele, là in mezzo a quello sciame che ciaramellava, prese l'aria dell'uomo avvezzo, affettando colla equestre diva una dimestichezza, un fare d'intimità molto olimpico, ma poco educato, e per voler parere spiritoso finì coll'essere impertinente. Madamigella Fayler gli rispose per le rime; Michele si strinse nelle spalle, buttò là un'insolenza e se ne andò. In istrada tornò da capo a non sapere come finirebbe la serata. All'opera già non ci poteva andare perchè c'era la contessa!—Peccato; così bell'opera la Favorita!… A tanto amor, Leonora, il tuo risponda..,. Altro che la musica tedesca e i torci-budella dell'avvenire!… ed io non ci posso andare!… Cioè, anzi, non andandoci proverei a Lavinia che ho paura di rivederla; andandoci, invece, senza guardare dalla sua parte, nemmeno per starnutire, le dimostrerò chiaramente che non me ne importa un'acca di lei!
Giunto al teatro dell'opera, si sa bene, il numero nove fu il primo che Michele adocchiò colla scusa di accomodarsi il goletto della camicia….