—Che musica ispirata, divina!—esclamò il capitano dondolandosi dalla commozione.
—Sarà benissimo; in quanto a me—brontolò Michele, tenendo le gambe dispettosamente piegate sotto lo sgabello per isfuggire i piedini della contessa che cercavano i suoi—in quanto a me è roba da organetti; patrimonio del passato!
—Non vi fate sentire, per amor di Dio, caro Michele: è uno sproposito, un'eresia, questo che dite; e poi noi italiani non dobbiamo disprezzarci in tal modo. La musica è forse l'unica arte nella quale conserviamo ancora il primato, e prima di Paisiello e di Cimarosa, ma dopo Palestrina, il fiorentino Lulli alla Corte di Luigi XIV….
—Scusate, capitano, è una lezioncina che mi volete dare?
Arditi si morse le labbra, ma si contenne, e coll'aria di dire uno scherzo, più che un'impertinenza:
—No, no; caro Michele—gli rispose sorridendo—non ho tempo da perdere.
Il vino caldo fece un altro viaggio, quasi avesse preso un biglietto circolare. In questo frattempo entrava nel palchetto un vecchio parente di Lavinia, che aveva avuto l'incarico di ricondurla dopo lo spettacolo. Michele si alzò e stese la mano alla contessa per salutarla; Lavinia gliela strinse con una di quelle strette nervose che parlano così bene e così chiaro, levando i suoi occhi cilestri negli occhi foschi cattivi di Michele, con quell'effusione di amorosa inquietudine colla quale la donna si rivela madre o amante: moglie no, perchè le donne, a quel modo, non guardano quasi mai i loro mariti.
Michele, fatto un saluto col chinar del capo, saluto che comprendeva tutti e non era particolare a nessuno, uscì dal palchetto, passò nel Caffè a bere un secondo bicchiere di vino caldo per istordirsi, dopo con un brougham si fece condurre al Caffè di Londra, al club, al Circo Americano, poi di nuovo al club, dove finalmente incontrò il barone di Sant'Arduino, che Michele cercava in tutti quei giri, per mandarlo a sfidare, insieme ad un altro amico, scelto d'accordo, il capitano Arditi.
—Mi ammazzerà—pensava Michele—ma almeno, dopo un fatto simile, il ministro della guerra si deciderà a farlo cambiare di guarnigione.
Alla cena, ad uno spuntino, non ci pensò nemmeno. La testa gli girava, era stravolto; il tradimento di quella donna ormai appariva evidente:—Arditi lo sapeva certo che Lavinia era al teatro, altrimenti non ci sarebbe capitato all'ultim'atto…. con quel freddo cane!…