—Cercavo di te—disse Michele al barone incontrandolo.
—Lo so, e so pure che cosa vuoi dirmi. Il capitano Arditi m'ha lasciato or ora, m'ha detto che gli è sembrato di vederti risentito per una sua freddura, e m'incaricò di dichiararti francamente ch'egli non aveva proprio nessuna intenzione di offenderti.
—Non si tratta di una freddura, ma di un'insolenza bella e buona, ch'egli gratuitamente mi ha diretto in presenza di una signora.
—Via, siamo giusti, anche tu però….
—Voleva rifarmi la storia della musica italiana all'estero: sfido io, l'ho fermato appena ho potuto.
—Va bene, ma insomma, gli estremi per battersi non ci sono!
—Vuol dire, in tal caso, che tu non accetti d'essere il mio secondo?… Pazienza, me ne dispiacerà moltissimo, te lo assicuro, ma ne cercherò un altro.
Sant'Arduino era amico di Michele, e prevedendo che se lo avesse abbandonato sarebbe stato più difficile l'accomodar la faccenda o il risolverla alla meno peggio:
—Io accetto—gli rispose—senza discutere i tuoi motivi. Solamente ti fo considerare che abbiamo ventiquattr'ore di tempo dinanzi a noi. Stasera sei troppo irritato e nervoso, domattina alle dieci vieni a casa mia, discorreremo e combineremo tutto.
I due amici si separarono, e Michele si avviò verso casa. Colà giunto, trovò il servitore che lo aspettava.