—Appunto; come vede, avrebbe potuto imprecare al tempo così eterno, così noioso, due ore di meno. Ma via, non si confonda e impari a essere meno eloquente e più…. e più utile. Butti giù, da bravo, la tenda di quella finestra, così non mi vedrà arrossire ai suoi complimenti.
Gino ubbidì. Difatti dalla finestra entrava una striscia di sole molesta, sfacciata.
—Adesso però io non la vedo più;—esclamò il galante mortificato.—Era sole d'inverno e di tramonto, e, abbassata così la tendina, essi rimanevano in una oscurità quasi completa.
—Si consoli; non ci scapiterà molto!…
—Forse, avendo imparato a vederla anche quando non sono con lei….
—Così presto?! Ma in tal caso ella avrà lavorato di fantasia, e ora, veduta a occhio nudo, chi sa come le sembrerò brutta!
—Divina!… Adorabile!…—Queste due volgarità Gino le aveva lasciate sfuggire a denti stretti, schiacciando quasi, con un moto convulso, il cappello fra le ginocchia. Benchè alle volte egli fosse pieno di spirito come un termometro, adesso lo spirito era svaporato del tutto. Egli si sentiva molto…. molto commosso. L'oscurità del salottino, alla quale il suo occhio si abituava, lasciava distinguere, a poco a poco, la bella marchesa di Tolosana che si disegnava fantasticamente fra i colori vivaci della seta e dei velluti. Di quella bizzarra creatura, Gino intravvedeva la linea pallida del collo e delle spalle, una linea che si allungava via via completandosi, quando a Lucia, che era tutta un continuo movimento, si apriva meglio la scollatura a cuore della veste. E distintamente, anche nell'oscurità, vedea disegnarsi il biancastro delle braccia tondeggianti, che, nude fin sopra il gomito, uscivano dalle maniche larghe e cortissime, e poi…. e poi tutta quella massa di capelli, quel disordine, quella confusione di capelli che, lunghissimi, le cadevano sul collo sulla faccia, sulle spalle, penetrando qualche ciocca indiscreta anche nell'apertura della veste; il profumo intenso, nuovo, particolare a quella donna, e il caldo della stufa e i fiori…. Insomma, se a Gino era svaporato lo spirito, bisogna pur compatirlo!…
—Adorabile!… Divina!…
—Recanati, attento! È la quarta delle dichiarazioni ch'ella mi fa in cinque minuti, e così non mi lascia nemmeno il tempo di poterle gustare.
—Marchesa cattiva! cattiva! Per amarla troppo terminerò coll'odiarla.