Recanati intanto continuava a farsi più e più vicino, e già, con un ginocchio, toccava la veste della marchesa.

—Io non pretenderei, certo, non pretenderei mai di essere amato, ma se tutto quello che ho sofferto in cinque anni, tutto quello che ho sofferto di dolori, di gelosie….

—Gelosie….—e qui la marchesa sospirò un'altra volta—adesso lei non avrebbe più ragione di essere geloso….

—No?…—Curiosa! pensava tra sè il diplomatico, fra marito e moglie le relazioni sarebbero dunque interrotte?—Ascolti, marchesa—riprese poi rinfrancato da questa nuova scoperta.—Ascolti. Mi deve rispondere con franchezza, con serietà. Se lo ricordi, non ha il diritto di scherzare colla passione di un uomo, perchè ha il diritto di non parteciparvi!

Lucia lo guardò con uno sguardo tenero, lungo, e riabbassò di nuovo gli occhi.

—Quando io facessi tutto ciò che il suo capriccio fosse per domandarmi, quando io superassi tutte le prove alle quali le piacesse di sottopormi, fra un anno, fra due, fra dieci, potrei forse sperare….

—Che cosa?…

—Una sua parola…. una sua parola sola…. Mi dica qualche cosa, marchesa…. Non rimanga così muta…. la prego, la supplico…. Dunque?… Sì o no?… Parli!…

—…. Forse! Chi sa!…

—Forse! Ah! Grazie, grazie; sente dunque che…. un giorno…. E allora si mostri buona, abbia della compassione per me. Non mi faccia aspettare troppo quel giorno. Sarebbe una crudeltà!